Cinema

In Sala. Spy

Vincenzo De Divitiis

Melissa McCarthy e il regista Paul Feig in missione per rovesciare gli abusati cliché degli spy movie.

Per ovviare ad un crisi sempre più marcata e crescente del cinema cosiddetto “di genere”, la strada più sicura e battuta negli ultimi anni pare essere quella della contaminazione di stili e timbri narrativi che fino a qualche tempo fa venivano accostati con imbarazzo e parecchia resistenza. E così abbiamo assistito ad un proliferare di comedy horror e, soprattutto, action movie la cui caratteristica principale è il rovesciamento di tutti gli archetipi a cui lo spettatore è da sempre abituato. È il caso di questo Spy, ultimo lavoro del regista statunitense Paul Feig, che si pone come una commedia frizzante e scanzonata nel pieno rispetto delle aspettative di chi si reca in sala durante il periodo estivo. Un’autentica rivelazione, tuttavia non priva di difetti e battute a vuoto.

Susan (Melissa McCarthy) è una donna brillante e intelligente ma prigioniera di una grande insicurezza derivante dal suo aspetto fisico tutt’altro che da pin-up e un’educazione materna piuttosto all’antica e restrittiva. Entrata nella CIA dopo anni di sacrifici, Susan è costretta a dirigere dal suo studio le operazioni di Bradley (Jude Law) il quale rimane ucciso durante una di queste missioni per mano della perfida boss Rayna Boyanov (Rose Byrne). L’omicidio del suo collega, però, rappresenta per Susan l’occasione di entrare in azione…non senza momenti di imbarazzo e pessime figure.

Spy è una commedia che fin da subito gioca tutte le sue carte sul brutto, il goffo e il grottesco. Caratteristiche peculiari di una protagonista (interpretata alla grande dalla brava McCarthy) costretta a confrontarsi con i pregiudizi e le restrizioni di un mondo lavorativo declinato per antonomasia al maschile, un po’ come avviene per i film d’azione. Questo cerca di realizzare Feig, ossia un rovesciamento di tutte queste convenzioni attraverso una storia paradossale, quasi ai limiti della favola si potrebbe dire con Susan che può essere vista come una novella Cenerentola che da figura da suppellettile si trasforma in autentico animale da guerra pronto a catturare i criminali. Tutto ciò, però, viene portato un po’ troppo all’eccesso e questo mina in maniera decisa la credibilità di un plot banale e ripetitivo in alcune parti e incanalato sui canali standard del genere, cosa che alla lunga rischia di annoiare. Questo tuttavia non intacca la buona riuscita di un film ricco di entusiasmanti scene d’azione che si svolgono lungo le strade di una Roma che, seppur rappresentata attraverso i soliti cliché degli stranieri, fa sempre la sua bella figura e si conferma un teatro perfetto non solo per film romantici o commediole natalizie. Nel cast va anche ricordato un Jason Statham poco valorizzato e piuttosto in imbarazzo in un ruolo comico.


Dettagli

  • Titolo originale: Spy
  • Regia: Paul Feig
  • Fotografia: Robert D. Yeoman
  • Musiche: Theodore Shapiro
  • Cast: Melissa McCarthy, Jude Law, Jason Statham, Rose Byrne, Bobby Cannavale, Miranda Hart, Peter Serafinowicz
  • Sceneggiatura: Paul Feig

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