Cinema

Via Emilia Doc Fest 2016. Habitat – Note personali

Vincenzo De Divitiis

Un documentario amatoriale per dare voce ai terremotati de L’Aquila negli anni della ricostruzione personale e locale.

Il recente terremoto che a fine agosto ha sconvolto il centro Italia, in particolare i paesi di Amatrice e Accumuli, non ha fatto altro che riaprire una ferita mai rimarginata che affligge il nostro paese da più di un secolo. Il disastro di fine estate è infatti soltanto l’ultimo di una lunga lista nella quale una data tristemente passata alla storia è senza dubbio il 6 aprile 2009, giorno esatto del terremoto in Abruzzo, con L’Aquila città maggiormente colpita.

Proprio su questo tragico evento il regista Emiliano Dante ha focalizzato più di una volta la sua attenzione prima con il documentario Into the Blue del 2009, ambientato nella tendopoli di Collemaggio, e adesso con questo Habitat – Note personali, suo nuovo lavoro presentato all’interno del festival online Viaemili@docfest 2016. Una pellicola che, come dice il sottotitolo, dovrebbe presentarsi come un’opera intima e personale che intende raccontare il rapporto tra l’uomo del posto e la natura e di come lo stravolgimento urbano provocato dal sisma ha cambiato il suo modo di vivere e pensare.

Habitat segue la storia di tre abitanti del posto che dal 2009 combattono sia con il ricordo di quella maledetta notte che con la necessità e l’obbligo di ricominciare a vivere. Emiliano, il regista del film, che fin da subito ha avvertito la necessità di raccontare nella maniera più cruda e realistica possibile il tutto; Paolo che oggi si dedica anima e corpo alla pittura in attesa di un lavoro più stabile; Alessio, un agente immobiliare.

Il materiale di partenza, pur non essendo originalissimo, è comunque molto interessante e può dare il là a diversi spunti di riflessione, ma Dante riesce a trovare il modo per rendere le storie dei protagonisti il meno coinvolgenti possibili. Lo stile piuttosto amatoriale e il ritmo che definire lento è un eufemismo calano, infatti, lo spettatore in uno stato di noia costante e soprattutto lo fanno distaccare sempre più dalle storie dei protagonisti.

Non aiutano, poi, le inopportune voci fuori campo che trasmettono una sensazione di artificiosità, le didascalie raffiguranti frasi di una canzone e piazzate finanche sotto impalcature di legno e sporadiche riflessioni sulla vita da terremotati che non fanno altro che rendere ancora più pesante e difficile la visione.

L’unica scelta davvero coerente e condivisibile è quella dell’utilizzo del bianco e nero che, a differenza del colore, esprime meglio di ogni altra cosa il senso di disagio e spaesamento provato dalle vittime del terremoto e le loro difficoltà a staccarsi dalla propria terra proprio nel momento di difficoltà.


Dettagli

  • Titolo originale: Habitat - Note personali
  • Regia: Emiliano Dante
  • Anno di Uscita: 2014
  • Genere: Documentario
  • Fotografia: Emiliano Dante
  • Musiche: Emiliano Dante, Valentina Soccorsi, Paolo De Felice
  • Produzione: Italia
  • Cast: Paolo De Felice, Roberta Lucrezi, Alessio di Giannantonio, Gemma Giuliani, Emiliano Dante, Valentina Soccorsi
  • Sceneggiatura: Emiliano Dante

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