Cultura & Sviluppo

Queer Art in Italia

Gabriella Bologna

Emerge oggi con un’identità sempre più netta l’arte LGBTQ, dai festival alle fiere d’arte passando per le strade, un fenomeno positivamente in crescita nel nostro Paese.

In Italia se ne parla ancora poco, ma è un fenomeno in costante crescita anche nel nostro Paese. 

Ne abbiamo visto un assaggio lo scorso ottobre nella sezione Independentes di ArtVerona, dove è stato presentato l’Archivio Queer Italia, un progetto di CUNTemporary (Arts / Feminism / Queer) curato da Giulia Casalini, fondatrice dell’archivio e co-direttrice di CUNTemporary, organizzazione no-profit con sede a Londra. Per la prima volta nella penisola nasce una piattaforma online mirata a raccogliere esperienze artistiche legate alle teorie del gender. Un “archivio fluido“, così lo ha definito Casalini, costituito da opere non permanenti che includono video, performances, installazioni, ma anche scultura e pittura, con una open call aperta a organizzazioni, istituzioni, curatori e gallerie. 

Non è un caso che sia proprio Verona ad accogliere la presentazione del progetto: qui sono attive numerose associazioni impegnate sul fronte dei diritti e dell’arte di genere – Arcigay, il Circolo Pink, Milk Verona e il Collettivo Femminista Benazir. Ma la queer art ha già trovato la sua strada anche in altre città italiane: con il Festival Mix a Milano, il Festival GendErotica– Contaminazioni di Arte Queer a Roma, il Sicilia Queer Film Fest a Palermo e il Festival Gender Bender a Bologna, per non parlare degli eventi e delle mostre organizzati in occasione dei Pride negli ultimi anni.

Emerge oggi con un’identità sempre più netta l’arte LGBTQ, dai festival alle fiere d’arte passando (letteralmente) per le strade: è questo il caso di Aloha Oe, street artist che con i suoi poster dipinti a mano ha lasciato il segno sui muri di Milano, Roma e Bologna. “Quando si lavora per strada si manda il proprio messaggio alla società, senza distinzioni“, ha detto l’artista in una recente intervista. “Io non dividerei i tipi di messaggi. Vuoi dividerli in etero e gay? Io esprimo un immaginario gay perché appartengo a questo mondo. Sono gay, attacco il mio mondo e occupo lo spazio che posso o voglio occupare“.



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