Cinema

ViaEmilia2014. Franco, un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia

Antonello Trezza

Il documentarista Mimmo Mongelli è al Via Emilia Doc Festival 2014 con il docufiction dedicato alla storia dell’omicidio di Franco Marcone avvenuto nella metà degli anni Novanta.

Mimmo Mongelli, classe 1953, regista di questo documentario Franco, un uomo in piedi e la Signora vestita di nebbia, è un poliedrico autore cinematografico e teatrale. La sua vita è interamente dedicata a questi suoi due amori, che sia dietro una macchina da presa, dietro le quinte di un teatro o come mente organizzativa di festival e attività inerenti. Mimmo Mongelli è anche un uomo coraggioso e da oggi, dopo la visione di questo suo lavoro, entra a far parte della mia personalissima cerchia d’eroi.

Il suo docufiction è un’inchiesta che turba lo spettatore, sia quello ignaro dei fatti accaduti e che vi si approccia per la prima volta, sia chi la triste storia di Franco Marcone la conosce fin troppo bene.La sfida di Mongelli è far riaprire il caso Marcone, se non nelle sedi giuste quantomeno nella coscienza della gente e significative sono, in tal senso, le interviste a giovani liceali, interrogati sulla figura del dipendente assassinato.

Il caso Marcone è tutt’oggi uno dei più inquietanti misteri italiani. Nel corso degli anni il delitto è stato messo in relazione con molti elementi (imprenditoriali, politici, sociali, giudiziari) che hanno agitato le acque del territorio di Foggia.Attraverso una ricostruzione del contesto in cui l’omicidio è stato consumato, grazie anche ad un’analisi delle origini storiche del malessere che ha segnato molti momenti della Capitanata e a un’esposizione dei fatti accaduti a ridosso del 31 Marzo 1995, si giunge all’approfondimento delle incredibili coincidenze per le quali il delitto è rimasto impunito.

A voler essere completamente onesti, questa non è la sede per raccontare e rivivere nel dettaglio quello che fu il caso Marcone, quindi è giusto che ci si concentri esclusivamente sul lavoro di Mongelli. L’autore barese ha deciso di raccontarci la vicenda nella formula del docufiction, come scritto poco sopra, affidando la parte del protagonista/reporter all’attore Ivan Franek, artista di valenza internazionale.

La narrazione, quindi, procede su questo parallelismo tra realtà e finzione (rilevato anche dalla scelta del digitale per il primo e la pellicola per il secondo); tra le interviste, spesso forti, fatte ai figli o ad altri personaggi coinvolti all’epoca dei fatti, e una finta storia tra il personaggio di Franek e la sua compagna, una linea secondaria creata col chiaro intento di smuovere la coscienza dello spettatore. Il risultato di quest’ultima però trasmette più che altro un senso di amatorialità, o quanto meno stride parecchio con i racconti reali.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Mimmo Mongelli
  • Fotografia: Stefano Palombi
  • Musiche: DaXun Zhang
  • Cast: Ivan Frenek, Antonella Maddalena, Oreste De Finis, Daniela Marcone, paolo Marcone, Raul Pellegrini
  • Sceneggiatura: Mimmo Mongelli

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