Cinema

In Sala. La regola del gioco

Marina Niceforo

Un thriller basato sulla vera indagine politica del giornalista Gary Webb a proposito dei rapporti tra la CIA e i narcotrafficanti del Centro America.

 

Alcune storie sono troppo vere per essere raccontate. Con questa battuta si potrebbe riassumere in pieno lo spirito che anima La regola del gioco, thriller politico diretto da Michael Cuesta (già regista di serie tv come True Blood, Dexter, Six Feet Under) e scritto da Peter Landesman (Parkland).

Tratto dai libri Kill the Messenger di Nick Schou e Dark Alliance di Gary Webb, il film racconta la vera storia del giornalista americano Gary Webb, che negli anni ’90 svelò, in una delicata inchiesta, i rapporti esistenti tra la CIA e i controrivoluzionari nicaraguensi del movimento Contras negli anni ’80. Dopo aver scoperto che i guerriglieri si autofinanziavano attraverso il narcotraffico negli Stati Uniti, gestito proprio grazie alla complicità della CIA, Webb (Jeremy Renner) ottiene la popolarità come giornalista. Ma, come sempre accade a chi rivela verità scomode, oltre al successo arrivano i problemi per il giornalista e per la sua famiglia.

Il genere vuole che il protagonista di storie come questa sia sempre solo contro un nemico più grande di lui, contro il quale non si sa se riuscirà a vincere; anche ne La regola del gioco Gary Webb si ritrova isolato, ma determinato, a portare avanti la sua inchiesta per amore della sua professione e della verità. Si avverte tuttavia la mancanza di un forte antagonista, che in questo caso è rappresentato dalle istituzioni, dalla CIA, e dai caporedattori di Gary; solo nel finale un notturno Ray Liotta compare a personificare questa figura, in un incontro-confessione-sogno che porterà all’epilogo.

A causa di questa mancanza, il personaggio interpretato brillantemente da Renner non appare mai veramente in pericolo, e, conseguentemente, è facile perdere interesse nei confronti delle sue indagini (che ovviamente si suppongono veritiere, come le varie fonti tra cui Andy García suggeriscono). Quello che porta avanti la storia è dunque più l’intreccio delle vicende, che non l’originalità della trama in sé.

La regia di Michael Cuesta segue da vicino i numerosi spostamenti di Gary, avvicinandosi a lui volentieri per trasmetterne l’inquietudine interiore e l’angoscia nei momenti di maggiore tensione; in questo, funziona lo stile quasi da reportage che non disdegna i piccoli sussulti della camera a mano.

Il finale lascia spazio a tante riflessioni sulla vita e sulla carriera di Webb, e gli sviluppi dell’inchiesta non fecero che confermare gli inquietanti sospetti della gente, tenuta all’oscuro di quella storia troppo grande per essere raccontata.


Dettagli

  • Titolo originale: Kill the Messenger
  • Regia: Michael Cuesta
  • Fotografia: Sean Bobbit
  • Musiche: Nathan Johnson
  • Cast: Jeremy Renner, Robert Patrick, Mary Elizabeth Winstead, Jena Sims, Rosemarie DeWitt, Ray Liotta, Paz Vega, Barry Pepper, Oliver Platt, Tim Blake Nelson, Andy Garcia
  • Sceneggiatura: Peter Landesman

Una selezione delle notizie, delle recensioni, degli eventi da scenecontemporanee, direttamente sulla tua email. Iscriviti alla newsletter.

Autorizzo il trattamento dei dati personali Iscriviti