Arti Visive Mostre

“Riflessi e trasparenze”: in mostra le ‘trame di vita’ di Germana Galdi

Roberta Leo

Dopo una passeggiata per l’elegante quartiere Prati romano potrebbe risultare estremamente piacevole una merenda negli spazi di Vanni, storico e curatissimo café restaurant di Roma situato nei pressi di Viale Mazzini e in cui espone la sua opera l’artista visiva Germana Galdi.

Germana Galdi, “Free emotions”, 2019, acrilico su tela, 120x80x4

«Rimanere incantata di fronte a qualcosa che traspare o riflette e provare un forte impulso nel voler fermare l’istante… così mi succede ogni volta». È questa la chiave di lettura necessaria per comprendere pienamente Riflessi e trasparenze, la mostra realizzata da un’artista che è una vera miscela di sensibilità ed esuberanza. Come spesso accade, il quadro non è che il ritratto dell’autore, ma in questo caso le tele della Galdi si prestano come fossero il suo specchio che fa rimbalzare l’immagine dei suoi racconti.

Germana Galdi, “Ripiegando su me stessa”, 2014. Foto di Pino Alberto Sturniolo

Pur essendo figlia d’arte Germana Galdi si forma da autodidatta, manifestando da subito un certo eclettismo riguardo alle tecniche utilizzate, e dedicandosi anche al design e alla fotografia cui spesso si presta anche come modella per i suoi scatti. Ma tra i suoi interessi e i motori della sua ricerca artistica vi è la musica: vanta infatti numerose collaborazioni con musicisti, che hanno creato composizioni ispirate alle sue opere; i suoi trascorsi da ex ginnasta si ritrovano nel culto del corpo e del benessere, nel connubio tra mente e spirito, frutto di un lavoro interiore e un percorso personale volto al raggiungimento dell’amore e del rispetto per la propria persona. Le sue creazioni diventano disegni stilizzati, lampadine umanizzate, accese da rossetti vivaci, cucchiaini accoglienti, bocche che fumano sigarette-pennelli, gocce di colori, ritratti e foto di gambe rovesciate su una poltrona, piccoli oggetti e pennellate astratte.

“Agua picante”, 2017, acquerello su carta da “Riflessi e trasparenze” nato nel 1996

Tuttavia è con Riflessi e trasparenze che emerge la vera natura dell’opera di Germana Galdi, che si potrebbe definire autobiografica per la quantità di vissuto in essa contenuto. Storie, odori sapori e luoghi lontani fermano, come il flash di una macchina fotografica, l’emozione di un attimo che resta così impresso nella memoria per la sua luce, bellezza, trasparenza. Protagonisti assoluti di questi istanti sono vetri e metalli, immagini e metafore dell’universo femminile e maschile; «mentre il vetro viene sfiorato o penetrato a seconda dell’intensità della luce metaforicamente maschile – spiega l’artista – il metallo ne rimane affascinato acquistandone fascino e bellezza». È la storia dell’amore e della vita. Quest’ultima non può che nascere con spontaneità, la stessa con cui Galdi resta affascinata, nei suoi viaggi fisici ed emotivi, da oggetti, bellezza, luce e trasparenza. Degna di nota è la scelta di passare dall’acquarello all’acrilico nelle sue tele, quasi a voler segnare uno spartiacque anche nella propria vita, un passaggio sicuramente maturato in seguito all’approccio a tecniche olistiche, alla Gestalt e alle costellazioni familiari.  In particolare, opera regina della mostra è Trame di vita, un tartan scozzese in cui si dipinge l’esistenza per ogni essere umano di un personale schema familiare. Dopo un Master in Art Counseling l’autrice di Riflessi e trasparenze fonde arte e psicologia nel senso tecnico di questo connubio ma senza mai perdere la spontaneità che da sempre la contraddistingue. Forma e rappresentazione, percezione ed esperienza accompagnano le sue tele in piena linea con i principi gestaltici. La personalità vivace e curiosa, sempre pronta a nuovi viaggi ed esperienze, emerge dalla freschezza dei suoi quadri e dal colore brillante. Tinte femminili, piccoli suppellettili e accessori, uno scialle rosso abbandonato su una seggiola, boccette di smalto, cristalli, metalli, bicchieri e posate, elementi di vita domestica e familiare, fiori, frutti e visciole. I numerosi elementi richiamanti aspetti di tendenza contemporanea come l’Art/Food sono ben lontani dalla classica natura morta, immagine di un’esistenza quotidiana, semplice, spesso malinconica, in cui gli oggetti sono il simbolo della caducità della vita terrena, che sono simboli, ma vogliono piuttosto ricordare viaggi, aneddoti, coincidenze, sinergie che nascono da incontri fortuiti, e fermano l’emozione di un momento, o di una canzone. Anche le opere che appaiono di maggior astrazione e si mostrano più o meno caotiche sono, invece, semplici pennellate in cui è possibile ravvedersi anche una certa geometria, il disegno preciso di una tela, una trama scozzese appunto, l’intreccio ordinato di maglie che accolgono il seducente caos della vita.

 

[Immagine di copertina: Germana Galdi, “Trame di vita – Six colours”, 2018, acrilico su tela, 120x80x4]



Una selezione delle notizie, delle recensioni, degli eventi da scenecontemporanee, direttamente sulla tua email. Iscriviti alla newsletter.

Autorizzo il trattamento dei dati personali Iscriviti