Arti Performative

Marco Muscarà – Effetto Larsen

Marcella Santomassimo

Il mondo della radiofonia privata romana di Marco Muscarà approda alla rassegna estiva del Teatro dei Conciatori, per la regia di Lina Bracaglia. 

In uno scenario capitolino estivo carente di iniziative legate al teatro, il Teatro dei Conciatori, nuova realtà culturale del quartiere Ostiense, propone la sua prima rassegna estiva dedicata alle nuove drammaturgie contemporanea. Nel cartellone della Contemporaney Urban Theatre, Effetto Larsen, una commedia dalle tonalità noir scritta da Marco Muscarà e diretta da Lina Bracaglia. L’idea nasce dall’esigenza di voler svelare i meschini meccanismi di un ambiente lavorativo asfissiante e ostacolato, ricco appunto di effetti larsen, ovvero di fattori esterni di contrasto che impediscono la realizzazione delle aspirazione di chi ha deciso di investire tutto nel proprio lavoro. Il giovane drammaturgo si concentra sul mondo della radiofonia privata romana ed è negli studi di “Radio Frequenza non puoi vivere senza” che si consuma questo piccolo dramma. Commedia e dramma convivono quindi insieme in un’unica piéce, alternandosi in momenti scenici apparentemente contrapposti tra di loro ma che trovano il modo di unirsi in un finale tragico, di cui il nome della radio è chiaro segnale premonitore. Le redini della vita lavorativa e personale dei dipendenti sono tenute insieme dalla proprietaria della radio La Signora, scenograficamente posta in una posizione sopraelevata, dove, dall’alto del suo pulpito dà ordini, controlla e sentenzia premiando i suoi dipendenti con caramelle/contentini che sparge sul palcoscenico come fossero laude ricompense. A mostrare la sua vera natura e la condizione in cui vertono i dipendenti, ormai parte integrante di quella macchina lavorativa alla quale non possono più sottrarsi se non con la morte, si materializzano sottili fili rossi, prima invisibili, metaforici, ora divenuti reali. La Signora tratta i suoi impiegati come schiavi, li lega, li frusta, li copre sotto la sua gonna di cellofan, in una bolla dalla quale ormai non possono più uscire fuori, tornare alla vita, senza il suoi aiuto. L’effetto Larsen ha sortito il suo risultato, ha impedito che qualcosa di buono avesse inizio dopo la dipartita della donna, lasciando nell’aria, in un finale spiazzante, solo speranze e sogni che mai si realizzeranno.

Quella di Lina Bracaglia per Effetto Larsen è una regia che sa rendere visivamente ciò che il testo insinua e sottintende e sa cogliere il lato oscuro della commedia, altrimenti lasciato alla discrezione dello spettatore. Sebbene in alcuni momenti le scelte registiche non siano risultate del tutto convincenti, l’originalità del testo di Marco Muscarà (anche attore in scena) riesce a far passare le perplessità in secondo piano e a far decollare la rappresentazione, contrassegnata da punte di sano e al contempo amaro umorismo. 



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