Cinema

In Rete. EU013, l’Ultima Frontiera

Valentina Esposito

Al concorso online dell’Italian Films UK Alessio Genovese e Raffaella Cosentino portano il loro documentario sulla tragedia dei CIE: Centri di Identificazione ed Espulsione.

In concorso all’Italian Docs Online c’è EU 013, l’Ultima Frontiera, documentario realizzato da Alessio Genovese e Raffaella Cosentino che per la prima volta ci porta all’interno dei centri di identificazione e accoglienza, dove ogni anno innumerevoli immigrati clandestini attendono un pezzo di carta che possa riscattare le loro vite.

Si chiamano CIE gli spazi dedicati ai clandestini che ogni anno il nostro paese scova in attesa di decretarne il loro posto nel mondo: una volta entrati in questi non-luoghi, precisamente Centri di Identificazione e di Espulsione, gli immigrati vi restano per mesi se non addirittura anni fino ad essere poi rispediti in patria, per questioni di sicurezza.

Ognuno di loro si porta la sua storia sulle spalle: chi ha commesso piccoli reati perché privo della possibilità di trovare lavoro, chi nato e cresciuto in Italia da famiglie immigrate ma privi dei documenti necessari che gli rendano i diritti e i doveri di ogni cittadino, chi semplicemente ha tentato la fortuna abbandonando la propria patria nella speranza di ricominciare. Tante storie diverse ma tutte unite da quel famoso permesso di soggiorno che potrebbe dare nuova linfa alle loro esistenze, ma che dopo travagliate attese e lotte con giudici di pace non sembra mai destinato ad arrivare.

E così nei CIE di Roma, Bari e Milo (Trapani), solo alcuni di quelli presenti sul nostro territorio, milioni di immigrati attendono una dignità e un’identità perduta, strumenti nelle mani di un sistema che all’umanità preferisce una burocrazia che si nasconde dietro le sbarre della sicurezza, generando una frontiera che nasconde un dramma senza fine.

La grande capacità del documentario di Genovese e Cosentino è quella di non solo lasciare parlare gli immigrati che vivono nei centri, ma anche di lasciare che siano prima di tutto i luoghi, gli spazi, i cortili e le recinzioni, a raccontare l’aria malsana di un territorio inesistente, abbandonato a se stesso, dove il tempo ha smesso di esistere, in suggestioni amare e taglienti.

Molti non conoscono neppure l’esistenza dei CIE, altri credono che il disagio fisico e interiore sia realtà solo degli immigrati che arrivano su imbarcazioni clandestine o che semplicemente si mischiano tra la folla in viaggio nella speranza di passare inosservati, ma il documentario del duo Genovese-Cosentino dà spazio ad una realtà ormai ben radicata nel nostro paese: la condizione di essere immigrati, non importa il come, il dove o il quando, a rappresentare secondo il sistema la grande maledizione dello straniero, che non trova accoglienza se non quella di un letto e di un risicato pasto per una sopravvivenza temporanea.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Alessio Genovese, Raffaella Cosentino
  • Fotografia: Bruno Fundarò
  • Musiche: Alessandro Librio
  • Cast: /
  • Sceneggiatura: Alessio Genovese

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