Cinema

#CinqueStelle. Un anno in pellicola

Vincenzo De Divitiis

Il 2013 in pellicola riassunto in cinque buoni motivi a cinque stelle. Selezione di Vincenzo De Divitiis.

Più che premiare i film migliori in assoluto, quelli ritenuti da tutti capolavori indiscussi, l’intento di questa classifica è quello di privilegiare le pellicole più vicine ai miei gusti (che con l’andare avanti della lettura saranno piuttosto evidenti) e le esperienze che più mi hanno colpito, non solo in positivo, nell’arco di questo 2013. Ciò non significa ignorare opere di altissimo valore come La vita di Adele, Prisoners e Gravity, tanto per fare qualche esempio, che si sono contraddistinti in un anno cinematografico di buon livello, segnato anche dal più che discusso La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

5. Gli oltre 50 milioni di euro incassati da Checco Zalone. L’anno appena trascorso sarà ricordato anche per l’enorme successo ai botteghini del comico pugliese che con il suo terzo film da protagonista, Sole a Catinelle (diretto da Gennaro Nunziante), ha battuto ogni record divenendo il film italiano con il maggior incasso di sempre. Un risultato che, oltre a far storcere il muso sulla qualità della pellicola, dovrebbe invitare ad una riflessione più ampia per comprendere i motivi di tale boom e del perché il pubblico sia così attratto da un personaggio che, pur tra mille difetti, riesce ad avvicinarsi ai gusti dell’italiano medio.

4. La tavola rotonda sul “Cinema di Genere”. La seconda edizione targata Marco Müller del Festival Internazionale del Film di Roma ha avuto il merito di  accendere  i riflettori su un’eccellenza del nostro cinema come i film di genere. Una corrente ben tratteggiata nel corso di una tavola rotonda durante la quale sono state sviscerate tematiche importanti e delicate quali le difficoltà di produrre simili film al giorno d’oggi nel nostro paese e della necessità di ridare la giusta dignità ad un filone da sempre bistrattato con superficialità da gran parte della critica. Trai i presenti da evidenziare sono nomi come Umberto Lenzi, Sergio Martino, Romolo Guerrieri, Alberto De Martino, Enzo G. Castellari con i quali i tanti ammiratori accorsi hanno avuto la possibilità di discutere dei loro film e degli aneddoti ad essi legati.

3. James Wan. Che il regista malese sia uno degli esponenti di spicco del panorama horror contemporaneo era una cosa risaputa da tempo, ma questo 2013 ha rappresentato l’anno della sua definitiva consacrazione grazie alle sue ultime opere uscite in rapida successione: The Conjuring ed Insidious 2. Due film nei quali il regista malese, pur non disponendo della freschezza narrativa di un altro grande come Rob Zombie, conferma la sua abilità nel mescolare a proprio piacimento gli stilemi classici del genere per dare origine a sequenze di forte tensione e suspense.

2 Machete Kills. Era uno degli appuntamenti più attesi dai fan dei B-Movies e non ha deluso le aspettative. Il personaggio di Machete, interpretato dall’ormai mitico Danny Trejo e partorito dalla fantasiosa mente di Robert Rodriguez, è piombato nelle sale deliziando la platee con mirabili scene d’azione ed una forte vena grottesca. Memorabile il trailer iniziale nel quale viene presentato il successivo capitolo in cui il nostro eroe si ritroverà catapultato nello spazio, premesse che non possono che far ben sperare.

1 The Green Inferno. Primo posto indiscusso per l’ultima meraviglia di Eli Roth che con il suo ultimo film, presentato all’ultimo Festival di Roma, ha deciso di omaggiare il genere Cannibal Movie proprio nel suo paese natale. Eccezionale capacità di gestire gli angusti spazi della foresta e una giusta punta di ironia, questi sono i punti di forza per un film all’italiana ma che- dispiace dirlo- difficilmente farà presa su un pubblico per il quale la parola “cannibal” rappresenta ancora un tabù duro da sfatare.



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