Cinema

La migliore offerta

Valentina Esposito

Giuseppe Tornatore torna al cinema con un thriller d’amore e d’arte, senza sbagliare un colpo: sceneggiatura intrigante, personaggi ben dipinti e tocchi raffinati di regia.

Virgil Oldman, interpretato con magnificente maestria da Geoffrey Rush, è un esperto d’arte di vecchia data ed uomo maniacale, puntiglioso e ordinato, che armato di guanti in pelle scova beni artistici da archiviare, vendere o collezionare. Si perde tra gli incantevoli ritratti femminili di ogni epoca, che colleziona con arguzia grazie all’amico di fiducia Billy (Donald Sutherland), sognando la donna della vita che non riesce a trovare, scandendo la sua vita al ritmo delle aste di cui è il re indiscusso. Il suo impero fatto d’arte e solitudine viene scosso però da una cliente fuori dal comune: Claire (Sylvia Hoeks) è una donna che non esce dalla sua enorme e preziosa casa, una donna in  contatto con il mondo solo quando lo desidera e secondo le sue regole, affidatasi ciecamente ad Oldman per dare un prezzo ai beni della sua casa.

Una catalogazione che va decisamente oltre, trasformandosi in uno degli eventi più sconvolgenti e seducenti della vita di Virgil, tutto sempre celato in un alone di mistero e sospetto. Il mondo di Claire e quello di Virgil, tanto diversi quanto simili, si incontrano in una simbiosi così perfetta da apparire davvero La migliore offerta, come da titolo, che si potesse desiderare.

Torna alle atmosfere de La Sconosciuta, Giuseppe Tornatore, e il brivido internazionale che avvolge il film sembra quasi segnare una svolta nella sua cinematografia: ambientazione tutta europea, tra Vienna e Praga, e due attori d’eccezione come Rush, punto focale della sceneggiatura, e Sutherland, spalla perfetta del primo. Non da meno è Jim Sturgess (il sognatore di Across The Universe e il prodigio di 21) nel ruolo di Robert, e l’esordiente Sylvia Hoeks.

Analogie, metafore e lo stile pirandelliano rendono quest’opera travestita da thriller qualcosa di più di una storia d’amore e d’affetti, dove gli eventi non si riducono mai ad un gioco retorico: non c’è la sensazione del già visto o del prevedibile, ma il continuo allarme che tutto ciò che si vede potrebbe non essere vero, l’incessante sensazione di non vederci mai del tutto chiaro, grazie ad un continuo svelarsi della vicenda attraverso sguardi, oggetti, simbolismi e mai ricorso ai flashback.

E’ la regola dell’arte (“In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico”), così affascinante e capace sempre di svelare qualcosa di nuovo secolo dopo secolo, ma è la regola anche della vita che si compone ingranaggio dopo ingranaggio di eventi, pezzi e affetti composti da meccanismi così complessi da poter funzionare in modo imprevedibile.

Perfette e calzanti come sempre sono le musiche di Ennio Morricone, con cui ancora una volta il regista stringe un vincente sodalizio artistico, che offrono al lavoro registico di Tornatore quell’immancabile tocco in più per completare la sua elegante opera.

 


Dettagli

  • Titolo originale: The Best Offer
  • Regia: Giuseppe Tornatore
  • Fotografia: Fabio Zamarion
  • Musiche: Ennio Morricone
  • Cast: Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Dermot Crowley, Liya Kebede, Maximilian Dirr
  • Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore

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