Cinema

Sinister

Vincenzo De Divitiis

Ancora case infestate per il cinema horror odierno, riguadagnatosi il suo regista Scott Derrickson dopo l’incursione nel sci-fi con Ultimatum alla Terra.

Torna al cinema Scott Derrickson il quale, dopo una breve incursione nella fantascienza con Ultimatum alla terra, si cimenta di nuovo nell’horror dimostrandosi ancora una volta uno degli autori più talentuosi e prolifici del panorama attuale. Il suo ultimo lavoro, Sinister, rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come il regista statunitense, pur non brillando per originalità, sia molto abile nel riprendere gli stilemi del genere rielaborandoli in modo da far crescere l’inquietudine negli spettatori. Dalla leggera vena thriller, il film si caratterizza per un ritmo incalzante capace di coinvolgere il pubblico trascinandolo in un’indagine ricca di colpi di scena.

Ellison Oswalt (Ethan Hawke) è uno scrittore in crisi e in cerca di un nuovo successo commerciale. Per trovare nuova ispirazione decide di trasferirsi, insieme alla moglie Tracy (Juliet Rylance) e i due figli Trevor (Micheal Hall D’Addario) e Ashley (Clare Foley), in una casa dove anni prima è avvenuto un efferato omicidio plurimo. L’uomo scopre alcune pellicole contenenti immagini relative ad altri terribili casi di omicidio avvenuti in zone diverse e senza apparente connessione fra loro. Le indagini lo porteranno ad individuare una comune matrice religiosa e ad avere a che fare con forze soprannaturali che infestano l’abitazione.

Sinister pone le proprie basi su due luoghi comuni del genere: una casa infestata da spiriti e un uomo in crisi artistica e familiare. Elementi da cui il regista parte per dare vita ad un horror d’atmosfera sapientemente infarcito con alcuni trucchi tipici del mestiere volti ad aumentare la suspense quali rumori improvvisi e scricchiolii del pavimento e inquietanti riferimenti a culti della religione pagana, retaggio dei suoi studi teologici. Il vero motore della vicenda è rappresentato dai filmati, la cui realizzazione in pellicole Super8 ne rende suggestiva la visione, nei quali è possibile ritrovare cenni stilistici interessanti come la soggettiva dell’assassino e il gioco di riflessi e di specchi che richiamano alla mente il primo Dario Argento. Un intreccio a cui si lega un declino psicofisico del protagonista che risulta totalmente coinvolto dalla ricerca al punto da litigare con la moglie e ricominciare a bere; un’involuzione ben interpretata da un Hawke all’altezza della situazione. L’unico neo del film, in conclusione, è rappresentato da un finale deludente e troppo frettoloso, buono solo nell’intenzioni ma sviluppato con un po’ di approssimazione.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Scott Derrickson
  • Fotografia: Chris Norr
  • Musiche: Christopher Young
  • Cast: Ethan Hawke, Juliet Rylance, Michael Hall D'Addario, Clare Foley
  • Sceneggiatura: Scott Derrickson, C. Robert Cargill

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