Musica

Peter Broderick – These Walls of Mine

Nunzia Scala

Quello che di Peter Broderick colpisce è la notevole consapevolezza a dispetto dei suoi 25 anni, età in cui non tutti gli artisti sono capace di districarsi tra progetti così variegati tra loro.

Quello che di Peter Broderick colpisce è la notevole consapevolezza a dispetto dei suoi 25 anni, età in cui non tutti gli artisti sono capace di districarsi tra progetti così variegati tra loro. Pur dividendosi tra gli Efterklang, di cui è membro durante i live e varie collaborazioni con colleghi come Nils Frahm e Machinefabriek, il talento statunitense che insieme a Ólafur Arnalds e al citato Frahm costituisce il trio di punta della Erased Tape Records continua il suo percorso verso un’idea personale di musica stupendoci con l’ultimo “These Walls of Mine”, a soli pochi mesi da “http://www.itstartshear.com”, Album nominato tramite indirizzo internet, che sembra contenere i prodromi di quest’ultimo lavoro. Nella discografia di Broderick si avvertono mutamenti inaspettati; il compositore sembra volersi allontanare per il momento dall’ egemonia pianistica delle prime produzioni e corroborare una vena esplorativa che lo conduce verso nuovi universi musicali. Avreste mai immaginato l’aggraziato compositore di perle come “A Snowflake” intonare un rap? Ascoltate per credere e troverete la title-track (part. II) coinvolgente come una black–hit. In generale, tutte le dieci tracce di “These Walls on Mine” riservano delle sorprese; se è forte l’eco degli ultimi Efterklang di “Piramida” nei brani “Copenaghen Ducks” e “Til Danmark,” “Inside Out There” rivisita il folk in chiave elettro-acustica. In “Freyr!”, Broderick ci dimostra le capacità terapeutiche della musica; questa traccia è infatti il nome di un amico del musicista venuto a mancare, ricordato nel brano in forma di e-mail . La presentazione del progetto è affidata invece “These Walls of Mine” (part. I) e a “I Do This”, tracce parlate nella quali Broderick si lascia andare a teorie sulla natura della composizione, rivelando ancora una volta la necessità di voler approdare a nuove forme e modi musicali. L’ascoltatore che identifica Peter Broderick con “Float” e “How They are”, vette indiscusse di una discografia già estremamente ricca, potrebbe rimanere spiazzato da “These Walls of Mine” qualora non adottasse il giusto metro di giudizio nella valutazione di questo lavoro. Esistono Album di passaggio dalla struttura non è facilmente comprensibile, album non perfettamente riusciti poiché non contengono un vasto potere emozionale, Album giusti e necessari per un’artista che mira all’evoluzione di un talento indiscutibile.



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