Cinema

Oblivion

Fausto Vernazzani

Dal mondo digitale di Tron al realismo di una Terra distrutta e un’umanità in fuga per il secondo film da regista di Joseph Kosinski.

Il debutto di Joseph Kosinski con Tron: Legacy non fu dei migliori, avviò il primo stato d’allarme per l’inizio di una carriera non del tutto importante e da seguire con cautela. Anni dopo se ne uscì con lo script di Oblivion, riveduto poi da tante altre mani, tra cui quelle dell’ormai famoso Michael Arndt, un’idea interessante su carta trasformata in una mera rivisitazione di grandi e piccoli cult della fantascienza di ieri e di oggi.

L’aiuto di una superstar come Tom Cruise è sufficiente a far fluire ammirazione ed interesse nei confronti di un film, specie quando l’obiettivo della produzione è quello di dar forma ad un futuro classico di genere, uno scopo difficilmente raggiungibile prendendo spunto da film come Wall-E di Andrew Stanton o Moon di Duncan Jones, per non parlare di Roland Emmerich e del suo Independence Day.

Al centro di questo calderone c’è Jack Harper (Cruise) insieme a Victoria (Andrea Riseborough), il team di controllo dei droni sulla Terra, un pianeta abbandonato dall’umanità in seguito alla devastante guerra contro gli Scavengers. La geografia è cambiata totalmente da quando la Luna fu fatta esplodere, da quando il nucleare ha immerso ogni territorio in pericolose radiazioni, da cui l’uomo si è nascosto costruendo una stazione spaziale chiamata Tet, alimentata dall’energia estrapolata dagli Oceani, energia necessaria per fuggire su Titano e ricominciare da capo. Ma i segreti sono dietro l’angolo ed hanno il volto di Julia (Olga Kurylenko) e Malcolm (Morgan Freeman).

Oblivion è un miscuglio alchemico dal potenziale pauroso sfumato nell’aria a causa delle mancanze di Kosinski: narrare una storia sembra non esser suo mestiere tanto quanto lo è l’aspetto tecnico, curato fin nel minimo particolare sia nel production design che nella fotografia di Claudio Miranda e nella regia, così come nell’ottima regia. Un freddo braccio meccanico al servizio non di un nulla, ma di un eccesso d’informazioni che mescolate insieme hanno incendiato le chance di uscirne vivi e con una buona pellicola. Prevedibile sin dai primi minuti, un’introduzione così rivelatrice non si vedeva da anni, lascia a bocca asciutta tutti gli spettatori, con gli occhi contenti, ma senza aver avuto modo di masticare qualcosa che avesse un sapore anche solo lontanamente nuovo.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Joseph Kosinski
  • Fotografia: Claudio Miranda
  • Musiche: M83, Joseph Trapanese
  • Cast: Tom Cruise, Andrea Riseborough, Melissa Leo, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Nikolaj Coster-Waldau, Zoe Bell
  • Sceneggiatura: Joseph Kosinski, William Monahan, Karl Gajdusek, Michael Arndt

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