Arti Visive

L’arte contemporanea in Sicilia riparte dai piccoli centri

Gabriella Bologna

Una mappatura dei piccoli centri della Sicilia, che si sono resi protagonisti di un nuovo tessuto culturale legato all’arte contemporanea nella regione.

 

E’ una storia che attraversa l’isola da decenni, quella di inattese fioriture di spazi e laboratori di arte contemporanea nei piccoli centri siciliani. Dalla ormai celebre ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto del 1968, che l’allora sindaco Ludovico Corrao volle intrecciare con alcune straordinarie opere di artisti del calibro di Consagra e Burri, al mecenatismo appassionato di Antonio Presti che ha realizzato l’art hotel Atelier sul mare di Tusa con camere firmate da Fabrizio Plessi, Hidetoshi Nagasawa e molti altri e il vicino parco di monumentali sculture di Staccioli, Festa, Consagra e Schiavocampo.
Oggi i progetti sono più piccoli e coinvolgono artisti più giovani e meno noti ma mantengono ancora quel rapporto indissolubile tra cultura e territorio che invita il visitatore alla duplice scoperta dell’arte e dei luoghi in cui essa si sviluppa.
Si parte da Scicli, gioiello barocco nell’area sudorientale dell’isola a pochi chilometri dalla più visitata Noto e dalle spiagge del ragusano. Qui nel 2012 apre Clang, spazio espositivo e laboratoriale che quest’anno presenta il progetto Sit specific: mostre, dibattiti ed eventi realizzati con il coinvolgimento di numerosi artisti (Marilina Buscema, Francesca Vinci Mortillaro, Maria Grazia Galesi) e luoghi (uno spazio espositivo e un laboratorio di ricerca creativa, tre residenze d’artisti, la chiesa di Santa Maria della Consolazione e il giardino della chiesa di San Giovanni Evangelista). 
A Favara, in provincia di Agrigento, nasce nel 2010 Farm Cultural Park, sette piccole corti riqualificate grazie all’impegno di Andrea Bartoli, un notaio con la passione per l’arte, e divenute centro di mostre temporanee e permanenti, installazioni ed eventi che hanno attirato perfino l’attenzione del quotidiano britannico The Guardian.
Al di là delle iniziative progettate per crescere e svilupparsi nel tempo, i piccoli centri siciliani disvelano anche interventi lampo di ottimi street artists che hanno lasciato il loro segno nell’isola: dal murale di BLU a Niscemi, un pezzo di “arte sociale” di grande impatto per dare voce alla lotta che da anni gli abitanti combattono contro il MUOS (progetto di sistema di comunicazioni satellitari del Dipartimento della Difesa americano), al grande murale MENFI dell’artista torinese Opiemme, in cui ogni lettera racchiude una poesia di un autore menfitano.  Anche qui, l’arte sposa il luogo in cui nasce e ci invita a scoprire l’isola nascosta ma piena di sorprese.


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