Libri

Libri Come – La conclusione

Marco Mastrandrea

Conclusioni e considerazioni sulla rassegna capitolina dedicata ai lettori

In una Roma piovosa e stressata nelle strade da eventi di massa come il primo Angelus di Francesco I, la maratona capitolina e la domenica calcistica, c’è ancora chi sceglie di trascorrere la domenica con i libri. E’ l’ultima giornata della quarta edizione di “Libri Come”, la festa del libro organizzata da “Musica per Roma”,  in collaborazione con “Radio 3”, dedicata ai lettori.

All’ingresso dell’Auditorium romano progettato e realizzato da Renzo Piano, accorrono molte famiglie e tanti appassionati della lettura per incontrare i propri scrittori preferiti, ma c’è di più, perché l’esercito dei lettori vive la rassegna come un laboratorio, uno spazio di confronto in cui si azzerano le distanze fra lo scrittore e l’editore. Le case editrici, d’altra parte, si sono rivelate all’altezza del ruolo di padroni di casa organizzando delle presentazioni originali e mai banali.

L’organizzazione dello spazio in cui svolgere gli incontri si è rivelata efficace: l’allestimento dei garage in cui le pareti sono pagine di libri e i quadri sono biblioteche in cui l’occhio si sperde, consentono di immergersi in un libro aperto dove ciclicamente nelle “officine”, autori e lettori, seduti su dei cartoni di materiale grezzo, macinano incontri, reading e dibattiti annullando la formalità e le divisioni a cui siamo abituati.

Il titolo della rassegna “Come l’Europa” è la manifestazione della potenza del libro di osservare e raccontare la realtà.  Il termine “Europa” si inserisce in un filone comunitario in cui la cultura si interroga sul futuro dell’Unione Europea. L’obiettivo è di leggere le mille culture d’Europa e concepire un concetto radicale di comunità prima ancora che scrivere un futuro unitario sotto l’aspetto politico ed economico. Dunque, “Uniti nelle diversità”, come recita il motto dell’Unione Europea, corrisponde ad un arricchimento empirico e conoscitivo nel campo culturale. L’idea di conoscere e promuovere le culture europee rappresenta una prospettiva proficua che è dettata dall’incrocio, dall’ibrido che la cultura produce.

Oltre al campo della narrativa, le case editrici che operano nelle scienze sociali hanno svolto un ruolo fondamentale nella promozione del dibattito sull’Europa e sul suo destino, interpretando in chiave critica la realtà e non rinunciando a porre dubbi e interrogativi senza dare nulla per scontato sul futuro.

Il temine “Come” invece è la letteratura allo specchio che si confronta con se stessa e con il suo passato per orientare il futuro. “Come” per indicare l’ingombro letterario proprio degli scrittori che consente loro una percezione originale del mondo esterno. “Come” per produrre somiglianze e quindi punti in comune per unire anziché dividere. E, infine, “Come” si connette all’agire diretto quando è accompagnato da verbi dinamici come nascere, scrivere e costruire.

In conclusione, la quarta edizione della “Festa del libro e della lettura” è stata animata dal clima politico e sociale del nostro tempo senza togliere quell’immaginazione che è propria ritrovare nei libri. “Libri Come” ha messo in evidenza i punti positivi dei grandi temi e ha affrontato i dubbi che compongono il futuro con un linguaggio nuovo, semplice, intimistico e accogliente. La rassegna è giunta al termine ed è possibile tracciare un bilancio positivo per quanto la riguarda, riconfermando la sua veste di appuntamento nazionale cui i lettori, gli autori e gli editori non vogliono e non possono rinunciare.



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