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Il lato umano di Alessandro Manzoni in scena a Napoli: arriva “Lucia, Gertrude e le altre” di Eleonora Mazzoni. Intervista alla regista Simonetta Solder

Renata Savo

Da Manzoni a Mazzoni è un attimo, e non è soltanto una questione di “Z”. La scrittrice Eleonora Mazzoni sale sul palcoscenico in prima persona per Lucia, Gertrude e le altre. Le donne del rivoluzionario Manzoni in scena a Napoli domani 25 giugno (ore 21.00) presso la Sala Assoli nell’ambito del Campania Teatro Festival. Lo spettacolo è diretto da Simonetta Solder e da Mazzoni scritto, a partire, liberamente, dal suo libro Il cuore è un guazzabuglio (Einaudi 2023) che indaga il lato umano dello scrittore e intellettuale milanese Alessandro Manzoni, celebre autore dei Promessi sposi e figura centrale durante il Risorgimento italiano, di cui è noto l’impegno civile a favore dell’Unità d’Italia. Oltre a Eleonora Mazzoni, la voce recitante fuori campo di Lino Guanciale.

A partire da tre protagoniste emblematiche de I promessi sposi, Gertrude (la Monaca di Monza), Lucia Mondella e la madre di Cecilia, lo spettacolo intreccia le loro storie con quelle di due figure femminili decisive nella vita dello scrittore: Giulia Beccaria, madre colta e anticonformista, ed Enrichetta Blondel, moglie riservata e riflessiva. Un racconto al femminile che restituisce l’essenza profonda dell’opera e del suo autore. Ne abbiamo parlato con la regista Simonetta Solder.

Eleonora Mazzoni, autrice e interprete

Come ha incontrato Eleonora Mazzoni e come è stato, da regista, lavorare con un’attrice-autrice (autrice sia del testo che della fonte da cui è tratto)?

Conosco Eleonora da anni , ci siamo sempre stimate e ripromesse che prima o poi avremmo collaborato. L’occasione è stata questa drammaturgia , Eleonora mi ha chiesto di curare la regia di Gertrude , Lucia e le altre e lavorare con lei in doppia veste di autrice e attrice è stato un lusso. Poter avere accesso diretto alla fonte è molto utile a volte per poter decidere insieme dove tagliare, limare o modificare il testo per essere più incisivisi e magare stare nei tempi. O banalmente per togliersi dei dubbi. Ci tengo anche a citare Lino Guanciale, che ci regala una bellissima voce del Manzoni con in sottofondo la drammaturgia sonora di Lorenzo Danesin e il disegno luci di Camila Chiozza.
In cosa consisterebbero “i pregiudizi e le antipatie” (come si legge sul comunicato) verso Alessandro Manzoni?
Quando parliamo di pregiudizi o antipatie ci riferiamo a quella nomea che a volte accompagna il Manzoni, quell’immagine di uomo anziano, serioso. Non si pensa mai al ragazzo che è stato che potrebbe invece essere più vicino ai ragazzi di oggi e stupirci. Un uomo molto più dinamico, poliedrico, vitale e in ascolto dell’universo femminile che lo ha circondato tutta la vita. Ce lo fanno studiare e forse a volte ci sembra tutto molto lontano da noi. Ma se leggiamo fra le righe e riusciamo a diminuire la distanza fra noi e i personaggi e a comprenderli può scattare l’empatia con quest’opera che è contaminata dalla vita dell’autore.
In che modo i personaggi femminili dei Promessi sposi incontrano le donne della vita di Manzoni? 
La madre del Manzoni e la moglie sono state due pilastri nella sua vita. Con la madre il rapporto è stato inizialmente difficile ed è maturato solo dopo gli anni passati in collegio. la moglie gli è stata vicina anche come lettrice dei suoi lavori e molti tratti caratteriali e assonanze si ritrovano nei personaggi dei Promessi Sposi. Donne forti e a modo loro autonome. La monaca di Monza è realmente vissuta. Manzoni rimase colpito dalla vicenda tanto appunto da inserirla nel suo romanzo. La piccola Cecilia è un rimando alla figlia del Manzoni morta piccola. Insomma un romanzo intriso di vita e circostanze reali.
Lo spettacolo si rivolge anche a un pubblico molto giovane?
Lo spettacolo si rivolge, mi piace dire, a un pubblico che va da 0 ai 99 anni, ma forse meglio dalla terza media in su.
Dopo Napoli, dove si potrà vedere nuovamente lo spettacolo?
Il 20 luglio (alle 19.30) all’interno della rassegna Teatro Menotti in Sormani curata dal Teatro Menotti. Lo spettacolo sarà nel Cortile d’Onore di Palazzo Sormani a Milano.
[Immagine di copertina: Simonetta Solder ed Eleonora Mazzoni]


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