Arti Performative

Operaestate Festival Veneto. Emma Dante // La scortecata

Giada Marcon

 

 

Le favole e le fiabe odierne ci hanno insegnato a credere nei sogni, a considerare ogni desiderio una futura realtà, a ritenere ogni buona azione un passo verso una preziosa ricompensa, a lasciar andare senza rancore i giorni peggiori e attendere quelli migliori, a pretendere sempre un lieto fine.

E se tutto questo non si avverasse, quale sarebbe la fine destinata alle promesse spezzate, alle illusioni infrante e alle necessità inespresse?

Per La scortecata, spettacolo prodotto da Festival di Spoleto 60 e Teatro Biondo di Palermo, in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale – e portato in scena, lo scorso 3 agosto al Teatro Remondini di Bassano del Grappa per Operaestate Festival Veneto Emma Dante si ispira all’omonima, macabra fiaba contenuta nell’inestimabile testo di Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille.

Lo cunto de li cunti, definito anche Pentamerone per la sua somiglianza con la struttura del Decameron di Boccaccio, si suddivide in cinque giornate, per un totale di cinquanta fiabe tratte da racconti popolari e narrate nel dialetto napoletano di inizio Seicento. La scortecata, decima e ultima fiaba della prima giornata, è l’irreale racconto dell’inatteso interesse del Re di Roccaforte per un soave canto proveniente dal villaggio situato ai piedi del suo castello. Peccato per lui che la voce non appartenga a una giovane ragazza, ma a un’anziana donna, da sempre rintanata con la sorella in una piccola e diroccata casetta. Dopo mille suppliche, sempre attraverso una porta sbarrata, il Re ottiene il privilegio di poter vedere il mignolo della donna desiderata.

Foto di M. L. Antonelli – 04/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Caio Melisso, spettacolo La Scorticata testo e regia di Emma Dante

È proprio lì, prima di impavide decisioni, bollenti incontri, scatti d’ira e tocchi fatati, che la messa in scena ha inizio, con i due interpreti maschili nelle vesti delle sorelle (come voleva la tradizione seicentesca), impegnati a rendere i propri mignoli così sottili da entrare nella serratura di una porta.

Come di consueto, Emma Dante rende la scena scarna; gli elementi presenti sul palcoscenico sono pochi (una porta, un piccolo castello di plastica che tanto ricorda quello del logo di una famosa multinazionale dell’intrattenimento, una gorgiera a mo’ di corona), ma fondamentali per una narrazione che privilegia il corpo, la parola e l’emozione.

Le centenarie signorine, interpretate magistralmente da Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, raccontano al pubblico i fatti della novella che le vede protagoniste, ma il tempo dell’azione risulta talmente fluido che realtà e immaginazione si intrecciano di continuo. Se, a un primo sguardo, la vicenda si erge su di un flebile equilibrio fra grottesco e comico, ben presto, a far capolino è una storia di estrema solitudine e fragilità.

Disdegnate da tutti per il loro aspetto, le due donne vivono nel reciproco conforto, trasformando il loro legame in un rapporto di ossessione e compensazione. Il costante bisogno di avere ciò che appartiene all’altra, fosse anche solo un pezzetto di stoffa, diviene un impulso difficilmente controllabile, ma quando la speranza bussa alla loro porta, il peso del tempo perduto e delle occasioni mancate diviene così intollerabile da richiedere un estremo atto d’amore.

Nell’ora in cui Emma Dante presenta la sua viscerale lettura dell’opera di Basile, molto accade nell’animo dello spettatore e nell’istante in cui il buio precede la luce dell’ultimo saluto il silenzio si fa ancora più profondo per lasciare lo spazio a un applauso che sembra infinito.

 

LA SCORTECATA

liberamente tratto da ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile

testo e regia Emma Dante

 

con

Salvatore D’Onofrio

Carmine Maringola

 

elementi scenici e costumi Emma Dante

luci Cristian Zucaro

assistente di produzione Daniela Gusmano

assistente alla regia Manuel Capraro

produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo

in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale

coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

 



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