Musica

Le classifiche del 2012: Mario Esposito

Mario Esposito

Tra sommerso e consacrazioni, un anno lontani dalle mode

L’inevitabile gioco dei resoconti di fine anno colpisce ancora. Classifiche, commenti, sondaggi e improbabili

tornei tra band fanno infatti ritorno in questa chiusura di 2012 come da consuetudine, talvolta bistrattata, ma spesso utile per recuperare uscite discografiche che potevano essere sfuggite o anche semplicemente per rinfrescare la memoria sui mesi appena passati.

È per questo, e certo non per manie di protagonismo, che ci si presta sempre con piacere a dire la propria.

Molte soddisfazioni musicali, almeno per il sottoscritto, sono arrivate quest’anno dai mondi più sommersi e “inaccessibili”, lavori nascosti nei meandri del web e ignorati anche da quella stampa “indie” che, alla fin fine, poco ha di diverso dai vituperati nemici del giornalismo più commerciale, nello spingere i nomi più di moda sulla scena a scapito di tante interessanti realtà.

Constatazione puramente personale quest’ultima, ma si provi a recuperare l’esordio degli israeliani Folo (“The secret message”) o quello del loro stesso leader Ori Alboher, intitolato “Unwind”, piccoli gioielli in salsa folktronica che rapiscono ed emozionano come pochi album riescono a fare; o ancora, si provi a non innamorarsi della raffinatezza di “The awkward, handshake, kiss” degli scozzesi Hiva Oa o di “Oil tries to be water” degli italianissimi Werner, altre due opere prime qualitativamente eccellenti.

Nomi nuovi purtroppo ancora poco conosciuti dagli stessi addetti ai lavori, ma meritevoli di ripetuti ascolti: provare per credere.

Buone notizie però arrivano anche da quegli artisti che, al ritorno sulle scene, non hanno deluso le aspettative. Per quanto riguarda gli album usciti al di fuori dei nostri confini nazionali, una nota di particolare merito va al ritrovato Phil Elverum, che in veste di Mount Eerie confeziona ben due album nel corso dell’anno, dei quali “Clear Moon” rappresenta il vero e proprio capolavoro, intenso e potente come quella natura che vi ha fatto da fonte di ispirazione; dal Belgio, i Balthazar con “Rats” confermano il proprio talento già mostrato nel precedente lavoro “Applause”, ma oggi nettamente più consapevole e maturo, mentre nomi come Grizzly Bear (“Shields”), Tame Impala (“Lonerism”), Chromatics (“Kill for love”) e The XX (“Coexist”) mettono sul piatto, quasi senza sorprendere vista la qualità da loro già dimostrata e che non richiede ulteriori presentazioni, dischi ottimi che catalizzano sin da prima dell’uscita un’attenzione enorme ma più che giustificata.

Anche il nostro paese ha comunque avuto i suoi motivi di orgoglio e diversi album si sono imposti nel corso del 2012 come temi portanti dell’intera annata. Due nomi su tutti: Umberto Maria Giardini che, abbandonato il progetto Moltheni, ha fatto ritorno sulle scene con un album (“La dieta dell’imperatrice”) vibrante, emozionante ed articolato, e Colapesce con il suo cantautorato fresco e nostalgico perfettamente incastonato in quel gioiello che è “Un meraviglioso declino”.

Con Boxeur The Coeur, Drink To Me e Santobarbaro trova spazio anche l’elettronica, ora vicina al synth-pop ora mescolata ad una forma cantautoriale più ricercata, ma sempre utilizzata con un’intelligenza che fa dei tre nomi citati altrettante realtà di rilievo della nostra penisola; è, comunque, la varietà a farla da padrona se si considerano le diverse anime emerse sulla scena italiana tra l’indie pop di “Cento giorni da oggi” degli Amor Fou, il folk cupo e suggestivo di Herself nel suo album omonimo, le atmosfere nordiche di Veivecura in “Tutto è vanità” e la vena cantautoriale tra il malinconico e l’aggressivo di un ritrovato Alessandro Grazian (“Armi”), oltre al pop barocco dei già citati Werner.

A conti fatti, l’ultimo anno non si è rivelato così povero di buoni momenti e, anzi, molto è rimasto fuori da questa rapida carrellata esclusivamente per motivi di spazio e per non appesantire una lettura che vuole essere solo un sincero e ridottissimo consiglio all’ascolto: meglio a questo punto dar voce alla musica e riprendere in mano, qualora qualcosa fosse sfuggito, i dischi finora suggeriti sulle nostre pagine. Siamo sicuri che sapranno accompagnarvi al meglio nelle ultime ore di questo 2012 ormai agli sgoccioli.



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