Cinema

In Sala. Sicario

Fausto Vernazzani

Da José Saramago e la provincia USA alla lotta contro i narcotrafficanti messicani, Denis Villeneuve continua la sua scalata verso il successo.

 

Il canadese Denis Villeneuve non conosce tregua, da quando è esploso come caso internazionale grazie a La donna che canta, ha scalato con fermezza le vette più insidiose di Hollywood con Prisoners, Enemy e oggi Sicario, l’ultimo dramma prima di arrivare alla fantascienza col temuto sequel di Blade Runner. Se le premesse sono queste, possiamo riporre i nostri timori nel cassetto e goderci l’attesa: Sicario è un film riuscito, che unisce l’arte di fare cinema per il pubblico a una nota politica necessaria e ben calibrata nel grande disegno di una narrazione limata alla perfezione.

La nostra protagonista è Emily Blunt, agente della squadra antisequestri della FBI, assunta in seguito a un’operazione di successo da Josh Brolin, un uomo appartenente a una non definita agenzia governativa. Sotto la sua supervisione, e lo sguardo calmo e deciso di Benicio Del Toro, l’agente si unisce a una missione per sgominare uno dei più potenti cartelli della droga, cercando in ogni modo di eliminarne il boss indiscusso. Violenza, crudeltà e leggi infrante sono in fila l’una dietro l’altra, talvolta evidenti, più spesso nascoste agli occhi da una timida macchina da presa.

Intraprendente invece quando si tratta di mettere un contesto, afferrare dei quadri di luce splendidi firmati dal sempre straordinario Roger Deakins, talmente ben scelti da non risultare mai fuori luogo, sempre inseribili in un preciso complesso narrativo. Le immagini satellitari sono sostituite da realistiche inquadrature aeree, il gioco di luci e ombre riassume in breve gli accadimenti cui presto assisteremo. Deakins e Villeneuve la strada facile la imboccano, ma non senza portare con sé la propria storia, la lotta tra il bene e il male presto rivelatasi una farsa.

Eccellenti le interpretazioni dei tre protagonisti, ognuno all’interno di panni già indossati in passato, ma tutto lascia pensare che le loro esperienze pregresse dovessero portare a Sicario. Brolin può dunque mettersi l’animo in pace e smettere di pensare all’opportunità persa con Batman vs Superman, così come Del Toro e Blunt possono convincersi di avere una reale chance di arrivare agli Oscar 2016. Tra i comprimari spicca anche Daniel Kuluuya, volto noto del cinema britannico. Unica pecca? La retorica sul finale, Sicario ne avrebbe potuto fare a meno e guadagnarne. Tanto.  



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