Arti Performative

Carolina Germini/Giorgia Mazzucato // “La festa è finita”

Renata Savo

La festa è finita. Non è la dichiarazione tristemente attuale dello spirito dispettoso dei nostri tempi, ma il titolo di uno spettacolo bellissimo che abbiamo visto lo scorso 21 ottobre al Teatro Quarticciolo. Lo ha scritto Carolina Germini, giovane e già autrice di diversi testi (editi da Momo Edizioni; un racconto, per ragazzi, di cui parlavamo qui, e segnaliamo anche Raccontami di Rino, composto insieme a suo padre Pierluigi Germini, che attraversa nella forma di una lunga intervista la figura di Rino Gaetano, leggendaria nella musica pop italiana). La festa è finita ha una genesi lunga, la scrittura dello spettacolo è iniziata durante il periodo di studio in Accademia “Silvio d’Amico” – dove Carolina Germini ha frequentato il Master in Drammaturgia -, per poi offrirsi in Pillole, rassegna di corti teatrali a Fortezza Est, e confluire infine nel progetto CondiVisa. Teatri in movimento lungo l’acquedotto, che vede la comunanza di intenti tra due fucine artistiche del V municipio della capitale, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e, appunto, Fortezza Est di Tor Pignattara. Firma la regia dello spettacolo Giorgia Mazzucato, mentre in scena c’è la giovanissima Eleonora Bernazza (20 anni).

La festa è finita racconta all’inizio una storia teen come tante, una storia di competizione familiare: chi non ha mai avuto un parente che a detta degli altri aveva sempre qualcosa “in più” di noi? Così sono Rebecca e Sofia, cugine coetanee, la cui vicenda ricalca fedelmente gli stati d’animo che hanno permeato l’adolescenza di tutti noi: l’invidia, l’angoscia, la frustrazione, ma anche l’innamoramento, l’audacia e la tenacia, l’energia positiva, forse anche la speranza, di averla vinta sul rivale almeno una volta. Una storia di odio e di amore, ma soprattutto di odio, aizzato dal continuo confronto tra le due, sia sul piano estetico sia su quello intellettuale, un po’ a rimembranza degli antefatti di episodi noti di cronaca nera e a tratti recuperando la sfrontatezza insolente di alcune fiabe: «Sofia è più bella di te – le dice la madre – non è giusto che sia pure più brava».

“La festa è finita”. Foto di Manuela Giusto

Eleonora Bernazza, talento puro e tutt’altro che acerbo, incarna il punto di vista di Rebecca e racconta tutto ciò che le accade intorno: il dolore di non vedersi sentimentalmente ricambiata dal ragazzo che vorrebbe usarla per conquistare la cugina, la sofferenza che sua madre subì da giovane per la perdita di un affezionato cane, causata dai capricci della sorella (zia di Rebecca e madre di Sofia), il disagio e il terrore di ritrovarsi fianco a fianco a una festa di compleanno importante, quella per i 18 anni suoi e di Sofia, nate a soli cinque giorni di distanza, occasione in cui inevitabilmente saranno messi in risalto pregi, di Sofia, e difetti, di Rebecca. Con la sua minuta e agile fisicità, Eleonora Bernazza trapassa con estrema naturalezza le ricche sfumature emotive interpellate dal testo, senza fare sconti alla complessità a volte tragicomica dei personaggi, all’ambiguità di quella stessa natura umana che, non a caso, spesso si rivela il frutto indesiderato di una trasmissione generazionale. E, tra una corda per saltare, nel vigore dei propri anni spensierati, e un lungo e spesso filo rosso, come il filo delle mitologiche Parche, che forse a furia di essere tirato potrebbe spezzarsi, ci trascina grazie all’asciutta ed efficace regia di Mazzucato in un crescendo tortuoso di emozioni e di ricordi sparsi. Tra le pagine ritrovate di un diario, e, infine, tra le onde di un malessere, tanto profondo e oscuro quanto umano. 

Lo spettacolo, assolutamente da non perdere, tornerà in scena a Fortezza Est dall’1 al 3 dicembre, all’interno della stagione Voli Pindarici.  Segnaliamo anche che Eleonora Bernazza si potrà vedere sul palcoscenico, sempre a Roma da domani, 4 novembre, a domenica 6 novembre, come interprete di un altro spettacolo, stavolta programmato per la rassegna TREND – Nuove frontiere della Scena Britannica al Teatro Belli: Pops di Charlie Josephine, per la regia di Massimo Di Michele, che l’affianca in scena.

[Immagine di copertina: Eleonora Bernazza. Foto di Manuela Giusto]



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