Libri

Vetrina. “I pompieri non escono per le donne in lacrime”

Francesca Fichera

Lisa Biggi confeziona una raccolta di racconti all’insegna della malinconia e delle frasi ad effetto, arricchita dalle illustrazioni di Letizia Iannaccone.

La voce di Lisa Biggi è unica. Anche quando si biforca, anche quando prova a mettersi nei panni dell’altro dando parola con sarcasmo alla diversità. Come accade in Sulmona, il primo dei nove racconti di cui è composto il suo libro, del quale contiene anche il titolo: I pompieri non escono per le donne in lacrime.

C’è l’amore, nelle storie della Biggi, e ci sono anche il lavoro, lo sport, il tempo libero. In una parola: la quotidianità. Raccontata con uno stile che sembra provenire dal passato, ma non perché è antiquato: al contrario, l’autrice sembra aver raccolto, coltivato e conservato la schiettezza delle impressioni e la freschezza dell’atmosfera e dell’aria che si respirano in adolescenza, arricchendole con il famoso “senno di poi”, le conseguenze della maturità – di un certo tipo di maturità –, e rendendole eterne. Perciò, lo sguardo con cui I pompieri non escono per le donne in lacrime legge il mondo è innanzitutto trasparente, mosso da uno spirito esplosivamente dissacrante; quello di chi sa danzare con gioie e dolori, presenze e mancanze, in nome di un’antica, saggia e calviniana idea di levità trasformata in ironia.

Questo aspetto, evidentissimo in Sulmona e ancor di più nell’emotivo Memo, l’ultima e forse la più memorabile (al di là dei giochi di parole) delle nove composizioni, si perde nella maglia di uno dei difetti principali di un libro che altrimenti avrebbe potuto scuotere il panorama editoriale italiano con una totale sferzata di originalità: l’autoconsapevolezza, presunta ma apparente (quindi, in base a quest’ultimo elemento, a suo modo reale), della scrittura della Biggi, che in più di un caso – su tutti Il condominio, a discapito della ragionevolissima morale nascosta in conclusione – gioca con parole, metafore e frasi ad effetto quasi volesse farne più una questione di esercizio di stile, di dimostrazione di padronanza, di intenzione a stupire, che di pura voglia di condividere e narrare una storia.

Per questo motivo alcuni dei racconti de I pompieri non escono per le donne in lacrime non riescono che a lasciare il tempo che trovano. Gli altri, invece, accompagnati dalle deliziose illustrazioni in bianco e nero di Letizia Iannaccone, il tempo lo sospendono, in maniera estemporanea ma piacevole, infondendo una malinconia e un sapore dolceamaro che, nel mondo immortalato e tragicomicamente criticato dal libro, non si ha quasi più la forza di provare. 


  • Genere: Racconti
  • Altro: Illustrazioni di Letizia Iannaccone.

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