Arti Performative

Teatro Stabile di Torino: una “playlist” da 69 titoli per l’ultima stagione di Martone

Valentina Crosetto

Presentato giovedì 11 maggio al Carignano il cartellone della stagione 2017-18 del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, la decima e ultima firmata da Mario Martone. A succederlo alla guida artistica del Teatro sarà Valerio Binasco.

I numeri e le novità

Una playlist con 69 spettacoli nazionali e internazionali programmati fra settembre 2017 e giugno 2018; un progetto produttivo ambizioso, con un’ampia offerta di titoli classici e contemporanei, che offrirà agli spettatori materia di riflessione sulla società globale ai tempi del G-Zero; l’acquisizione di un finanziamento europeo da 1.650.000 euro in collaborazione con la Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie, che avrà una notevole ricaduta occupazionale; la nascita di un Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona – esperimento pilota a livello nazionale – che realizzerà laboratori, performance e seminari dedicati alla cittadinanza e, in una prima fase, alle comunità di migranti presenti sul territorio. Sono tante le novità presentate per la stagione 2017-2018 dal Teatro Stabile di Torino e da Torinodanza, che anche quest’anno si confermano rispettivamente al secondo posto fra i Teatri Nazionali e al primo fra i festival disciplinari nelle classifiche MiBACT. Il volto della giovane attrice Beatrice Vecchione (già protagonista di produzioni importanti, fra cui Morte di Danton di Martone), scelto quale immagine del prossimo cartellone, testimonia – nelle parole del direttore Filippo Fonsatti – l’investimento strutturale dello Stabile a favore delle nuove generazioni: dal rinnovo della fortunata iniziativa Un posto per tutti, con 1000 abbonamenti gratuiti destinati a famiglie a basso reddito, alla decisione di non aumentare il prezzo di carnet e biglietti per gli studenti di ogni ordine e grado; dallo spazio riservato in cartellone agli artisti emergenti con la rassegna “Il cielo su Torino” all’impiego di metà del personale scritturato sotto i 40 anni.

 

L’addio di Martone

La prossima stagione sarà, però, anche l’ultima firmata da Mario Martone, che a fine mandato lascerà la direzione artistica. Lungo l’applauso al termine del suo intervento, durante il quale ha tracciato un bilancio dei suoi dieci anni alla guida dello Stabile: «nella mia stagione conclusiva non figura una mia nuova produzione, come non ne figuravano nella prima, a voler sottolineare un’idea che ho cercato sempre di tener viva: un teatro pubblico è un luogo assembleare e non la casa di un solo artista, è un cantiere aperto dove i registi al lavoro devono essere numerosi e diversi tra loro, a patto che ci sia un orizzonte comune, e che gli spettacoli non sembrino un assemblaggio di merci sullo scaffale». Fonsatti, visibilmente commosso, ha abbracciato Martone dopo averlo ringraziato «per l’intesa fraterna e leale, per il prestigio conferito al Teatro Stabile e a Torino e per la realizzazione di produzioni memorabili, quali Operette morali e Morte di Danton, che oltre ad aver emozionato hanno fatto comprendere la necessità, l’utilità e il senso profondo del fare teatro oggi».

 

Il programma

Se ad inaugurare la stagione sarà dunque il pluripremiato Disgraced di Ayad Akhtar, con la regia del direttore del Residenz Theater di Monaco di Baviera, Martin Kušej, in seguito «sfileranno tutti i registi che hanno lavorato con me», ha dichiarato Martone: Gabriele Vacis, Valter Malosti (L’Arialda di Testori), Andrea De Rosa (Le Baccanti di Euripide), Valerio Binasco (Don Giovanni di Molière), Jurij Ferrini (Le baruffe chiozzotte di Goldoni), Leo Muscato (Il nome della rosa di Eco), Marco Isidori (Lear, schiavo d’amore con i Marcido Marcidorjs). In programma anche una regia di Eugenio Allegri (Mistero Buffo di Fo), il debutto di Antonio Piccolo, autore di Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato (Premio Platea per la Drammaturgia), la prima grande produzione del giovane Fabrizio Falco (L’Illusion Comique di Corneille), uno spettacolo-omaggio al cantautore Gianmaria Testa (Da questa parte del mare) diretto da Giorgio Gallione e la coproduzione de Les Trois Sœurs di Čechov con l’Odéon di Parigi, per la regia di Simon Stone e con la partecipazione di Valeria Bruni Tedeschi.

L’offerta della prosa si integrerà con quella della danza in occasione del Torinodanza Festival 2017 – dal 12 settembre al 1° dicembre – che sarà inaugurato dal Roméo et Juliette di Angelin Preljocaj al Teatro Regio e ospiterà compagnie provenienti da tre continenti: Jiři Kylián, Hans van Manen, Lucinda Childs, Trisha Brown, Ohad Naharin, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Emio Greco, Sharon Eyal, Gai Behar, Philippe Decouflé, Serge Aimé Coulibaly, Clément Dazin, Collectif Petit Travers, Candoco Dance Company, Mal Pelo, nonché la prima assoluta di due creazioni di Aterballetto (ancora Shechter e Cristiana Morganti).

 

L’arrivo di Binasco

A soli tre giorni dalla nomina di consulente artistico per il triennio 2018-2020, Valerio Binasco, regista e attore piemontese fra i più apprezzati e premiati della scena italiana che con Martone ha lavorato in Edipo a Colono (2004), Noi credevamo (2009), Il giovane favoloso (2014), ha espresso in chiusura la propria gioia per un incarico che lo lega ancora di più alle proprie origini: «Lo Stabile di Torino ha rappresentato in questi ultimi anni un’eccellenza ineguagliata sul territorio nazionale, grazie a un grande lavoro di squadra, ma soprattutto alla simbiosi perfetta di due grandi uomini di teatro: Mario Martone e Filippo Fonsatti. Non sarà facile, ma farò tutto il mio meglio per onorare l’eredità artistica di Mario, mentre mi considero fortunato di poter collaborare con Filippo, per le sue competenze gestionali e culturali e per la sua lucida visione strategica. Non vedo l’ora di mettermi al lavoro per contribuire, nel mio nuovo ruolo, a progettare il futuro della nostra comunità».



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