Libri

#LeTreLetture. Il 2013 in tre libri

Mariangela Sapere

Libri pubblicati, letti e amati nell’arco del 2013: una piccola classifica a cura di M. Sapere.

Un anno che passa è un anno da cui si prendono alcune cose per preservarle e altre si lasciano andare. Ogni scelta è inevitabilmente una rinuncia, ma supponiamo di avere una zattera con poco spazio: probabilmente ciò che conta è il criterio sulla base del quale alcune cose vengono abbandonate ed altre portate. Applicando questo criterio ai libri, ecco su cosa cadono le mie scelte relative al 2013.

Il primo libro l’ho scelto perché ottimo esempio della narrativa giovane italiana.

La terra del sacerdote di Paolo Piccirillo, edito da Neri Pozza, è una storia violenta e amara, ambientata tra un antico Molise di oggi e la Germania di ieri. Il romanzo apre le porte su un mondo plumbeo, quello di Agapito, ex sacerdote ed ex migrante, fatto di terre ostili e avide, dove non c’è spazio per i sentimenti, e l’umanità è selvatica, primordiale, sporca. In queste terre il passato è un fardello pesante e il futuro si schiaccia su un presente in cui l’unico obiettivo è un faticoso tirare a campare. Paolo Piccirillo, classe 1987, mostra uno spessore narrativo difficile da trovare in scrittori così giovani, attraverso un intreccio che propone i frammenti di un’umanità disumanizzata del nostro presente.

La seconda scelta è la storia di una riedizione e quindi di un salvataggio: un libro uscito nel 1977 con Einaudi, introvabile ormai da anni, e che ha avuto una nuova vita.

Malacqua di Nicola Pugliese – edito da Tullio Pironti Editore – racconta di quattro giorni a Napoli, durante i quali la “malacqua” incessantemente cade e bagna accadimenti tragici eppur normali. Sopra lo strato cupo della città bagnata, Pugliese ne ha saputo stendere uno magico-realista che ricorda la Macondo di Màrquez. Napoli, spogliata da ogni cliché, diventa un luogo di riflessione: la pioggia fa da specchio ai pensieri, spinge i personaggi a redigere bilanci. Le parole dell’autore sono centinaia di gocce che cadono una dopo l’altra, eppure insieme, creando storie che coesistono e si bagnano in un destino individuale ma comune.

Infine un altro esordio narrativo, da un autore non giovanissimo, che merita di restare in quanto sguardo critico, a breve distanza, su un mondo di cui abbiamo fatto e facciamo ancor parte.

È il tuo giorno, Billy Lynn! di Ben Fountain edito da Minimum Fax, racconta le vicende di dieci soldati al fronte in Iraq, ricondotti in patria per un Victory Tour che li porterà in giro per gli USA, sponsor umani della guerra di Bush. Tra loro Billy Lynn, 19 anni, si trova a passare dalla morte sul campo alla spettacolarizzazione del conflitto davanti a milioni di fans. Billy cerca di elaborare ciò che gli accade, mettendo in dubbio il suo essere “eroe”. Fountain fa una critica sagace dell’esagitazione e della retorica americana relativa alla guerra giusta. Con ironia e sarcasmo rende il senso del ridicolo che sta dietro l’esasperazione della figura dell’eroe, e l’ipocrisia di una rappresentazione che non è altro che un punto di vista parziale e occidentale.



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