Cinema Festival Venezia Film Festival 2013

The Zero Theorem

Marina Niceforo

Terry Gilliam non rinuncia a mescolare nonsense a spietate e taglienti critiche sociali nel suo nuovo film futuristico in concorso alla Biennale di Venezia

Arriva in conferenza stampa con il solito umorismo che lo contraddistingue, Terry Gilliam, a presentare il suo The Zero Theorem, ultimo capitolo di una “saga” futuristica che, ammette lo stesso, era iniziata con Brazil. A quattro anni da Parnassus, Gilliam trova uno dei migliori istrioni che il panorama internazionale sia in grado di offrire: il due volte premio Oscar Christoph Waltz.

Non poteva esserci incontro più fortunato: con la sua estrema abilità, Waltz dà vita a un uomo “speciale”, Qohen Leth, diverso dagli altri perché isolato, fuori posto e a disagio in un mondo sempre più caotico ed interconnesso. L’attesa di una chiamata che, è sicuro, gli rivelerà il senso della sua vita, lo ha consumato, rendendolo il tipico personaggio dei film di Gilliam: strano, buffo e triste allo stesso tempo. È questo il “paradosso” del Teorema Zero, in cui lo zero deve essere uguale al 100%, il tutto uguale al niente, e bisogna lavorare giornate intere al computer, costantemente connessi agli altri ma comunque soli.

Gilliam prova a dare uno spunto di riflessione, una visione di come è diventato il mondo e di come la tecnologia lo abbia cambiato, nel bene e nel male. La fotografia e i costumi esaltano una vivacità tutta esteriore, in cui a trionfare sono le interfacce virtuali, mentre all’interno le persone sono sempre più isolate, sempre più spente, come la cappella sconsacrata in cui vive Qohen Leth.

Nella sua grama e grigia vita irrompe uno spiraglio di luce, l’amore, impersonato da una bellissima Mélanie Thierry, di cui Leth non sa se fidarsi completamente. Sempre meglio dei falsi consigli della sua strizzacervelli Tilda Swinton, co-protagonista di situazioni comiche divertenti. Ma sarà il figlio del famigerato Management (un onirico Matt Damon), un quindicenne del tutto simile a quelli di oggi, a diventare il suo salvatore, convincendolo che tutto è una menzogna.

Il senso di questo nonsense è comunque la necessità di prendere controllo delle realtà che viviamo, siano esse reali o virtuali, per quanto possano diventare folli e lontane dalla nostra sensibilità. Con un po’ di fatica, si riesce a comprendere anche un personaggio come Qohen Leth, a compatirlo per le sue pene, ad ammirarlo per la dignità con cui si rifiuta di uniformarsi ad una società che nonostante tutto rispetta.


Dettagli

  • Titolo originale: The Zero Theorem
  • Regia: Terry Gilliam
  • Anno di Uscita: 2013
  • Genere: Fantascienza
  • Fotografia: Nicola Pecorini
  • Musiche: George Fenton
  • Costumi: Carlo Poggioli
  • Produzione: UK, Romania, Francia, USA
  • Cast: Christoph Waltz, David Thewlis, Mélanie Thierry, Lucas Hedges, Matt Damon, Tilda Swinton, Ben Whishaw
  • Sceneggiatura: Pat Rushin

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