Arti Performative

Carullo-Minasi // Delirio bizzarro

Renata Savo

Per il VIE Festival, al Teatro Arena del Sole di Bologna, la coppia Carullo-Minasi ha debuttato con Delirio bizzarro, nato dal progetto di residenza creativa Forever Young 2016

A rincorrere il lavoro pagato, la pensione, una riconoscibilità professionale e una qualità della vita che siano dignitosi in quest’Italia di precariato sociale, si diventa matti e schizofrenici. La condizione dell’attore teatrale o dell’artista che deve viaggiare per diffondere il suo lavoro, è senz’altro paradigmatica di quanto sia difficile oggi restare a galla all’interno di una realtà asfissiante, opprimente e persino frustrante, al punto tale da far assumere comportamenti grotteschi.

Lo dicono assai bene, Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, nel nuovo Delirio bizzarro visto in prima assoluta al Teatro Arena del Sole di Bologna per VIE Festival, spettacolo che ha vinto uno dei dieci posti assegnati al progetto di residenza creativa Forever Young 2016 rivolto a compagnie Under 35 o emergenti e promosso da La Corte Ospitale di Rubiera.

Su una scena prevalentemente bianca, sormontata da un’impalcatura scenografica dalle linee spigolose e asimmetriche, la coppia di attori, autori e registi teatrali affronta il tema delicato della crisi: una crisi che non è soltanto economica o occupazionale, ma diventa esistenziale nel momento in cui non solo la vita diventa lavoro, ma il lavoro vita, dettando possibilità e condizioni di esistenza.

In un centro diurno di salute mentale, l’identità di Sofia (Cristiana Minasi) si svela a poco a poco: sappiamo che collabora come stagista a titolo gratuito per il centro e assiste il paziente Mimmo (Giuseppe Carullo), con lievi disturbi mentali dovuti allo “stress”, ma la giornata lavorativa di Sofia (non troppo scandita nelle sue mansioni, quasi come se la sua presenza all’interno del centro non costituisse una reale opportunità di crescita, ma soltanto la risposta a una necessità di tipo più istituzionale) è continuamente interrotta dallo squillo del telefono: da una madre premurosa, stereotipo della mamma italiana, che cerca di darle consigli e convincerla a partecipare ai concorsi al Ministero (“che non si portano più…”); il tutor della sua tesi di dottorato, che la sfrutta e non le riconosce i giusti meriti; un operatore di una compagnia telefonica, frustrato, forse più di lei, che passa dal considerare qualsiasi utente “speciale” alla più totale mancanza di considerazione. E poi c’è Mimmo, “Mimmo bello…”, il paziente matto o forse solo incompreso come qualsiasi artista (ha la passione per il teatro: sarà un caso?), che racconta la situazione surreale di non comunicare legalmente il decesso della nonna – avvenuto da un anno – per non perdere “l’accompagnamento alla pensione”.

Ironici, sensibili, autentici. Carullo-Minasi rappresenta un’officina di qualità del teatro italiano: più volte ha ricevuto riconoscimenti per la maniera delicata, dolcemente ironica, in cui sa affrontare tematiche e tabù sociali. L’espressività genuina, ma di elevato livello tecnico, non lascia così muovere a “tenerezza”, ma a empatia, per la prossimità dello spettatore ai fatti citati e la sincerità con cui vengono ritratti due personaggi rubati a un pezzetto di realtà, un velo, per parlare dello sfondo mostrando del reale il suo magma tragicomico.


Dettagli

  • Titolo originale: Delirio bizzarro
  • Costumi: Cinzia Muscolino
  • Produzione: Carullo-Minasi e La Corte Ospitale
  • Cast: Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
  • Altro: con la collaborazione del Centro Diurno di Salute Mentale “Il Camelot”, del Teatro Vittorio Emanuele e della “Casa del Con”


Altro

  • Testo e Regia: Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
  • Scene: Cinzia Muscolino
  • Scenotecnica: Pierino Botto
  • Disegno Luci: Roberto Bonaventura
  • Aiuto Regia: Veronica Zito
  • Collaborazione Artistica: Ivana Parisi, Simone Carullo, Giovanna La Maestra
  • Visto il: Venerdì, 23 Dicembre 2016
  • Visto al: Teatro Arena del Sole, Bologna, VIE Festival

Una selezione delle notizie, delle recensioni, degli eventi da scenecontemporanee, direttamente sulla tua email. Iscriviti alla newsletter.

Autorizzo il trattamento dei dati personali Iscriviti