Cinema

ViaEmilia2015. La bella Virginia al bagno

Valentina Esposito

Viaggiare, lavorare e stupire: questa la filosofia di quel mondo circense che aveva fatto del gioco e della magia il proprio mestiere ripercorso da Eleonora Marino sulle tracce di un’antica tradizione di famiglia.

Guitti, saltimbanchi, imbonitori, giocolieri ed attrazioni di ogni tipo, mai prive di fantasia e stupore per intrattenere un pubblico sempre diverso e variegato in giro per le piazze d’Italia, in occasioni dei giorni di festa: questa la vita che la stessa regista Eleonora Marino racconta partendo dai suoi bisnonni fino ai suoi genitori, riscoprendo un gusto per lo spettacolo che la regista non ha perso ma ha declinato in una forma di passione differente, il cinema. L’intento della Marino non è semplicemente quello di ripercorrere un album di famiglia, ma di sradicare la storia di ogni componente per riscoprire e (ri)valutare quell’arte circense da sempre guardata con sospetto, ma a cui la stessa tradizione della commedia dell’arte fino ai luccichii del Varietà deve molto. Una vita precaria, difficile, ma allo stesso tempo ricca di stimoli, emozioni e profondo affetto tra chi lavorava nello stesso campo ma anche tra gli spettatori che attendevano con entusiasmo il giorno di festa per lasciarsi stupire dalle meraviglie viaggianti. Un dialogo costante tra biografia e racconto collettivo, sulla scia dell’evoluzione dello spettacolo popolare che da intrattenimento girovagante assumerà poi le forme stabili ma pur sempre viaggianti del Luna Park.

La bella Virginia al bagno alterna filmati d’epoca, foto e ricostruzioni fantastiche, dandoci un convincente e chiaro ritratto di chi fossero gli attori dello spettacolo viaggiante, narrandone l’aspetto più entusiasmante ma anche quello più quotidiano e più umile, fatto di sacrifici, rinunce, attese e rischi. La vita delle carovane dello spettacolo diventa anche metafora stessa della vita: la sua imprevedibilità, e quindi la necessità e l’esigenza di immaginare quello che potrebbe accadere, ma anche il suo fascino e la sua bellezza, che si ritrova nel desiderio del giostriere di far felice chi accorre a quel suo mondo fantastico, che si (s)monta e rimonta a seconda di luoghi ed esigenze. Ma è anche un rito dalle profonde radici antropologiche, esperienza che unisce straordinario e quotidiano dove giocando ci si afferma a sé stessi e agli altri.

Elegante nella narrazione, conciso ed intrigante nella stesura, La bella Virginia al bagno è una scoperta, una sorpresa che riporta in vita una pagina della storia e del costume antropologico italiano e non.



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