ViaEmilia2014. Là, dove batte il sole
L’agricoltura e l’etica coinvolgente la sua evoluzione, tematiche forti nell’Italia documentaristica che ritornan nell’esordio di Diego Feduzi in concorso al Via Emilia Doc Fest.
In una tiepida mattina di Settembre Diego Feduzi, alla sua opera prima con Là, dove batte il sole, torna sulle colline di San Lorenzo in Campo, nelle Marche, con una domanda da porre al suo nonno contadino: è giusto sacrificare le terre agricole in favore dei pannelli solari? Nel centro e nord Italia la tendenza di vendere o affittare i terreni per istallare impianti fotovoltaici in cambio di incentivi statali sta assumendo dimensioni che preoccupano chi in quelle zone ha sempre vissuto e lavorato, per il timore inquietante che, un domani, quelle terre non siano più buone da coltivare.
Il futuro è imperscrutabile, il nonno di Diego lo sa e ormai non può che accettare le decisioni di chi è più giovane di lui, ma forse meno saggio: le innovazioni vanno bene, ma il rischio è quello di esagerare, di stravolgere non solo il paesaggio – fatto ormai di fiancate di montagna nere e luccicanti – ma anche un sistema di lavoro e di abitudini secolari come quello degli agricoltori.
È tutta personale e familiare l’inchiesta del regista/protagonista Diego Feduzi, animato dalla voglia di registrare il pensiero del nonno Solindo, di confrontarsi con lui e di fare tesoro della sua esperienza e della sua saggezza; il suo sguardo passa agilmente dalle ampie vallate dove le macchine lavorano per impiantare i pannelli solari al primissimo piano sul viso e sugli occhi di suo nonno, quasi come se potesse imparare anche solo da quelli.
Il coinvolgimento emotivo del regista si avverte nelle imperfezioni, quando la camera trema o indugia più del dovuto su qualche elemento o quando rami ribelli di piante selvatiche sporcano le inquadrature e disturbano lo spettatore. Eppure proprio quel coinvolgimento, che aumenta sempre più man mano che si va avanti, costituisce la parte più interessante di questa storia dal punto di vista narrativo, perché vediamo Diego riavvicinarsi e legarsi nuovamente alle sue origini; verso la fine, il suo dubbio è se restare o andare via, perdendo quel “piccolo mondo antico” anche se non per sempre.
Alcuni giovani stanno tornando all’agricoltura; sfruttando le conoscenze di marketing e le potenzialità di Internet, la generazione dei nipoti (se si considera il salto generazionale avvenuto per i padri, che hanno seguito l’industria negli anni ’60 e ’70) sta riprendendo le tradizioni di una volta e il lavoro della terra. L’ennesimo augurio di salvezza per il nostro paese, l’ennesimo suggerimento da accogliere e mettere in pratica che forse resterà inascoltato.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Diego Feduzi
- Fotografia: Ugo Zanutto
- Musiche: /
- Cast: Solindo Feduzi, Diego Feduzi, Franco Savelli, Ubaldo Feduzi, Vincenzo Berti, Leo Federici, Giovanna Santini
- Sceneggiatura: Diego Feduzi


