Vetrina. “Il combattimento”
La “sfida al lettore” lanciata da Antonio Moresco, uno degli scrittori più originali del panorama letterario italiano
Sconvolgente, estremo, radicale, da molti considerato illeggibile, Antonio Moresco è sicuramente uno degli scrittori più originali del panorama letterario italiano. Costretto dall’indigenza famigliare a trascorrere l’infanzia in un collegio religioso e segnato da dieci anni di militanza nella sinistra extraparlamentare (con annessa carcerazione), Moresco ha dovuto attendere più di 15 anni prima che il suo libro d’esordio, Clandestinità, fosse pubblicato nel 1993 da Bollati Boringhieri.
L’opera, composta da un romanzo breve omonimo e da due racconti lunghi, La camera blu e La buca, è poi confluita ne Il combattimento, edito stavolta da Mondadori, che raccoglie anche il secondo romanzo dell’autore, La cipolla (scritto negli anni Ottanta ma pubblicato solo nel 1995) e un racconto inedito, Il Re, composto nel 2005.
L’assenza pressoché totale di nomi propri e di dialoghi, l’ossessiva precisione descrittiva e la predilezione maniacale per tutto ciò che è deforme, insano, infetto e disturbante permeano l’opera trasformandola in un’unica, grande narrazione che atterrisce e risucchia come una voragine nell’abisso della materia. Perché è questo l’obiettivo dell’autore: cercare la dignità che c’è anche nelle cosa più abbiette, scovare le fessure dell’indicibile e penetrarvi fino a squarciarle per scoprire cosa si cela dietro la maschera del mondo.
Il risultato sono brani dalle atmosfere claustrofobiche, pareti come carta da cui penetrano in continuazione aneliti di ingombranti vite altrui, spazi stagnanti e malsani in cui si consumano perversioni quotidiane: dal ragazzo che spia ossessivamente il sesso della “Signorina”, una vecchia cieca e deforme costretta a letto nella camera blu, all’uomo che osserva i giochi erotici dei suoi vicini in Clandestinità fino al sesso estremo praticato continuamente dal protagonista di La cipolla, passando per il finale raccapricciante de Il Re. Il tutto scandito da una scrittura asciutta, crudele nella sua semplicità, iperreale nel senso che avvicina così tanto gli elementi da renderli sfocati e quindi inafferrabili – e intollerabili.
Si comprende allora il senso del titolo: il combattimento è nel testo, tra la brutalità e la dolcezza dei protagonisti (o forse il protagonista, come suggerisce l’autore), chiusi nella loro disperata solitudine, che vedono il mondo come se fosse sempre la prima volta; è nello scrittore, il cui rapporto con la scrittura è vissuto come invasione e sconfitta, vittoria e lotta; è infine nel lettore, sfidato ad avventurarsi in un testo non facile, buio, schifoso e privo di appigli, come La buca del libro. Solo così, rischiando di sporcarsi le mani e affrontando le proprie paure, si può ascoltare, come accade al bambino del racconto, la voce della “madre”: la coscienza forse, o forse la tanto agognata “verità”, quella che si nasconde continuamente dietro la maschera del mondo.
- Genere: Narrativa italiana


