Nameless Gangster: Rules of the Time
A volte tutto ciò che conta è solo il nome che si porta, non la persona che si è, o almeno questo crede il protagonista interpretato da Choi Min-sik nel nuovo film del regista Yun Jong-bin
La famiglia è importante. Questo Choi Ik-hyun lo sa, piccolo uomo tanto orgoglioso del suo nome, Choi, una famiglia che si estende tra le alte cariche dello stato, della polizia e della criminalità organizzata. Una semplice guardia portuale come lui, con il piccolo vizio di accettare “mance” per guardare dall’altra parte, non può che esser però diretto verso l’ultima ramificazione della grande famiglia dei Choi, in particolare verso un suo lontano nipote: Choi Hyung-bae, Boss d’uno dei più importanti clan malavitosi di Busan. La scalata al potere inizia ben presto, le conoscenze si dimostrano la sua forza e le sue difese, ma lui resta un “nessuno” messo di colpo di fronte all’attacco del Governo contro il crimine lanciato negli anni ’80, rappresentato dal cocciuto e determinato procuratore Jo Bum-suk.
Leggendo la trama di Nameless Gangster: Rules of the Time (titolo internazionale che non rispetta la traduzione letterale The War Against Crime) si potrebbe essere male indirizzati verso un film in stile Scarface. Grosso errore. Il nuovo film di Yun Jong-bin è la tragedia di un uomo ‘ridicolo’ dedito solo a se stesso ed alla sua salvaguardia, un mostro che vive degli avanzi altrui cercando di trasformare tutto ciò che tocca in oro, fervido credente d’una sua personale teoria degli specchi: l’individuo è l’immagine riflessa di chi conosce e frequenta. Il regista Jong-bin decostruisce pezzo per pezzo un protagonista a tutto tondo, interpretato con una bravura degna degli attori del cinema classico d’un tempo da Choi Min-sik, leggendario protagonista di cult come Old Boy ed il più recente I Saw the Devil.
Nameless Gangster è un film antropocentrico che ruota interamente attorno al personaggio di Choi Ik-hyun, dall’inizio alla fine quasi senza mai lasciarlo solo in un angolo, sempre illuminato dalle luci di Go Rak-sun, le quali omaggiano il cinema di genere Gangster degli anni d’oro (gli ’80/’90) senza mai dimenticare quel realismo tutto coreano a cui il cinema della penisola asiatica ci ha abituato sin dalla nascita della Virtual Hallyu (la nota Korean Wave). Forte di una sceneggiatura salda e precisa in ogni battuta, l’opera terza di Jong-bin colpisce per la sua forza visiva e per il carisma di un cast entro le cui fila rientra anche lo straordinario Ha Jung-woo (Hyung-bae) e la “doppia faccia” di Kwak Do-won (Bum-suk), perle attoriali che decorano un film già da considerare come uno dei migliori Gangster degli anni zero.
Dettagli
- Titolo originale: Bumchoiwaui Junjaeng: Nabbeunnomdeul Jeonsungshidae
- Regia: Yun Jong-bin
- Anno di Uscita: 2012
- Genere: Azione
- Fotografia: Go Rak-sun
- Musiche: Jo Young-wook
- Costumi: Yoo-jin Kwon, Song-hee Lim
- Produzione: Corea del Sud
- Cast: Choi Min-sik, Ha Jung-woo, Kwak Do-won, Cho Jin-woong, Kim Sung-kyun, Kim Hye-eun
- Sceneggiatura: Yun Jong-bin


