Arti Performative

Roma, la danza, l’estate: gli eventi “Fuori programma” al Teatro Vascello

Chiara Nicolanti

Il Teatro Vascello di Roma apre i battenti anche d’estate, per una rassegna di danza “Fuori programma”


 

Vacanze estive a Roma? Se l’alternativa più ragionevole alla morte per liquefazione sembra essere il centro commerciale, allora forse potrà farvi piacere informare le vostre sinapsi assopite che il Teatro Vascello ha organizzato, per il mese di luglio – inserito all’interno del palinsesto di eventi dell'”Estate romana 2016” – un Fuori programma di danza e prosa davvero appetibile. Andiamo per ordine, e proviamo ad annusare, in anteprima, i profumi dei vari spettacoli.

Partiamo da Enzo Cosimi, un artista che decide di servirsi di una tecnica rigorosa per ritornare all’arcaico, al primordiale, al gesto semplice che presuppone uno sforzo celebrale immane, quello del primo gesto, dei primi passi, della consapevolezza dell’esserci, della metafisica del corpo: “un pellegrinaggio di meditazione”.

Sopra di me il diluvio (in scena il 5 e il 6 luglio, alle 21) è vincitore del Premio Danza&Danza 2014 come Produzione Italiana dell’anno e del Premio Tersicore 2015 a Paola Lattanzi come Migliore interprete femminile contemporaneo.

La visione della vita di questo artista coreografo, uno dei più autorevoli del panorama contemporaneo, si piegherà poi a sondare la paura come mostro collettivo in Fear Party (7 e 8 luglio, alle 21) prima tappa della trilogia Sulle passioni dell’anima. La speranza, vero motore di entrambi questi spettacoli, fa capolino anche qui, tra pulsioni sensoriali e visioni grottesche della vita, se come spiega Enzo Cosimi, «Tutti sperimentiamo la paura, ma non sapremmo che è paura se non fossimo costituiti già fin dall’inizio coraggiosi». 

Poi sarà la volta del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Budapest, di Passion Love, Life… (9 luglio, alle 21), coreografia di Mark Biocca Fernando Duarte: 12 ballerini di nazionalità diverse, tra cui anche italiani, che presenteranno in patria i frutti delle esperienze acquisite in diversi paesi del mondo. La danza classica sarà il mezzo – e il fine – di questo incontro tra tradizioni, ritmi e musiche differenti, capaci di comunicare attraverso la purezza di una tecnica accademica, ma aperta alle sperimentazioni e innovazioni contemporanee. 

Mancano le parole? Ma certo che no. Il Vascello non se ne priva, naturalmente, e sceglie di aprire le porte e lasciar entrare quelle un po’ dimesse delle notti romane. Non quelle dei turisti, o dei pendolari impazziti, ma quelle rauche, strascicate, di tutte quelle anime che a Roma ci sono rimaste intrappolate. Già, perché è una città strana Roma, sembra proprio non volersi comportare da capitale moderna. Roma è il paesello arroccato sui colli, Roma è la repubblica, e l’Impero, e i mercati e gli orti urbani. Roma si ricorda delle Fosse Ardeatine come fosse ieri, e ha fatto spazio ai mostri di cemento dei palazzinari senza farsi troppi problemi, scrollando le spalle e continuando a passeggiare tra i vicoli di Campo de’ fiori, perché tanto è così. Roma è così. E si lascia fotografare dai turisti senza capire, che gusto c’è nell’andare a zonzo pe il mondo, tanto poi, quanno hai visto Roma, hai visto tutto.

RedReading#8_Roma ribelle itinerari  di un’altra Roma (11 luglio, sempre alle 21), tratto dal libro Guida alla Roma ribelle, di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio, «è un viaggio sentimentale che attraversa epoche, corpi e pensieri, a partire da un lavoro sulla memoria e sulla storia. […] un incontro intimo con autori, ospiti, pubblico e territori. E’ un esercizio di vicinanza».

E si ritorna dove eravamo partiti, in una riflessione sulla società come essere castrante nei confronti del bisogno di affermazione del singolo. Uscirne è impossibile, l’attacco da dentro sembra essere sempre vano, salvo poi sfociare nel senso di colpa per l’egoismo dei propri gesti. La morsa della società sembra essere inamovibile, ma forse la risposta sta proprio nel ritorno alla semplicità, al gesto che è alla base della vita comunitaria, come spezzare il pane con qualcun altro, mangiare insieme a qualcun altro, saziare la propria fame, e sentirsi appagati, finalmente. Attacchi di pane, coreografia di Federica Galimberti, quindi, “uno spettacolo che porta in scena ironicamente un tema antico, ma assai attuale: l’uomo in società”, sarà in scena il 13 luglio alle ore 21.

 

E da Roma lo sguardo si allarga ancora, a far spazio a generazioni di giovani che si sono scatenati a ritmi diversi, per le strade di questo paese sempre, nonostante tutto, così pieno di musica. E allora sembra superfluo parlare di tradizione musicale, perché la musica appartiene ai vivi. E la vita balla i ritmi dei tempi che passano, senza farsi poi tante domande. Tanto Per…Inciso (coreografie di Mattia De Virgilis, Francesco Di Luzio, e Federica Galimberti, in scena il 14 luglio, alle 21) per fortuna, è rimasto tutto, dagli anni Sessanta almeno, fino ad oggi.

 



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