Cinema

[REC]³: Genesis

Vincenzo De Divitiis

Quando tutto ebbe inizio: è giunta al terzo capitolo la serie horror di Paco Plaza e Jaume Balagueró, abbandonando il found footage per un più convenzionale ed insipido zombie movie moderno

Squadra che vince non si cambia, così recita un adagio del gergo calcistico valido anche per il duo spagnolo Plaza/Balagueró che, dopo aver realizzato insieme con successo i primi due episodi della saga Rec, decidono di dividersi i due successivi capitolo realizzando rispettivamente [•REC]2 e [REC]³: Genesis. Paco Plaza, rimasto orfano del suo amico e – diciamola tutta – più bravo compagno di lavoro, dà vita ad un horror scialbo e scontato, con lo sfondo di una emozionante storia d’amore di due sposini pronti a superare ogni ostacolo pur di stare  insieme.

Clara e Koldo, decisi a convolare a nozze, organizzano una fastosa cerimonia a cui partecipano amici e parenti tra cui lo zio Victor che fin da subito mostra uno stato di salute sospetto per via di un morso di un cane. È proprio il parente di Koldo ad introdurre uno strano virus che trasforma le persone in zombie, generando panico e morte. I due amanti, rimasti divisi a seguito del “fuggi fuggi” generale, affrontano una serie di peripezie pur di rincontrarsi e continuare il loro romantico idillio.

Rec 3: Genesis presenta numerosi punti deboli e passi indietro rispetto ai lavori realizzati con Jaume Balagueró – qui in veste di produttore – tra cui la scelta alquanto discutibile di abbandonare l’utilizzo della soggettiva e della telecamera a mano, vero punto di forza dei due film precedenti. Plaza, inoltre, inserisce in maniera smodata elementi grotteschi che vanno dalla presenza del simpatico personaggio Sponge John (versione copyright free di SpongeBob) fino alle figure degli zombie le cui sembianze buffe, grossolane ricordano quelle dei Demoni  di Lamberto Bava (film da cui la serie di Rec trae in qualche modo ispirazione). Carattere grottesco che diventa addirittura comico nel momento in cui Koldo ed un amico indossano delle improbabili armature medievali assumendo delle movenze degne delle migliori coppie di cabaret. Il tutto viene accompagnato da una fotografia che, a differenza dei primi due episodi, non riesce a creare atmosfere inquietanti e suspense facendo invece leva sul chiaroscuro e su un cast (Leticia Dolera e Diego Martìn) non all’altezza della situazione che contribuisce ad accentuare il tono caricaturale del film. L’unica nota positiva è rappresentata da un finale in cui sono presenti alcune trovate abbastanza originali e inquadrature molto suggestive che, tuttavia, non possono salvare un film che fa acqua da tutte le parti.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Paco Plaza
  • Fotografia: Pablo Rosso
  • Musiche: Mikel Salas
  • Cast: Leticia Dolera, Diego Martin, Miguel Angel Gonzalez, Alex Monner
  • Sceneggiatura: Luiso Berdejo, David Gallart, Paco Plaza

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