Libri da finire. “25 racconti del terrore”
Una lettura per concludere degnamente l’anno e cominciare allo stesso modo il prossimo: 25 racconti del terrore “vietati alla tv”, scelti e introdotti dal maestro Alfred Hitchcock
Se le chiacchiere sulla fine del mondo, i politici e il Natale non vi hanno ancora spaventato abbastanza, ecco qualcosa che sicuramente lo farà: 25 racconti del terrore scelti e presentati nientemeno che da Alfred Hitchcock.
Il Maestro del “Terrore come una delle belle arti” si è divertito infatti a raggruppare in questo volume, edito da Garzanti su licenza di Feltrinelli e risalente al lontano 1975, una serie di “racconti all’arsenico”, come espressamente dichiarato dal regista nella prefazione, così macabri, grotteschi e impressionanti da non poter essere trasmessi in televisione.
Scritte per lo più da autori poco noti, le storie sono venticinque piccoli capolavori che si susseguono uno dopo l’altro come impietose stilettate, fredde e dal lucore oscuro, che non lasciano un attimo di tregua al lettore, ma paiono anzi sghignazzare dall’alto dei più cupi abissi dell’orrore in cui lo hanno trascinato.
Il libro è composto da “storie di argomento sovrannaturale”, come il terrificante Lukundu di Edward Lucas White, con i suoi piccolissimi e malvagi uomini-feticcio Balunda che fuoriescono dalle escrescenze carnose del corpo di un esploratore maledetto, o come la straziante Una voce nella notte di William Hope Hodgson, storia di due naufraghi infettati da un misterioso fungo grigio, o ancora come La “cosa” alla porta di D. K. Broster, racconto angosciante e allucinato sui pericoli a cui può condurre la pratica della magia nera.
“Il grosso della partita”, scrive Hitchcock, è però ” fatto di racconti gialli […] Il lavoro più interessante, anche in questo campo, è svolto da dilettanti […] È gente che fa il proprio lavoro con dignità, buon gusto e originalità, e con quel pizzico di senso del grottesco che in queste cose è come il lievito […]Ci sono squartamenti e sevizie, ma eleganti, sani, come li fa la gente per bene: ed è proprio questo, secondo me, che dà il piacere della lettura”.
Tra i racconti del genere, tutti splendidi come si è detto, meritano sicuramente una menzione particolare il superbo e scioccante Giuoco d’ottobre di Ray Bradbury, in cui l’indolente protagonista propone simpatici giochi, come quello di far girare i “pezzi” del corpo di sua figlia tra le mani dei suoi ospiti nonché della propria odiata moglie; La selvaggina più pericolosa di Richard Connell, inquietante storia di un ricchissimo cacciatore e il suo originale rimedio contro la noia (andare a caccia di… uomini); La perfezionista, racconto originale e terrificante di Margaret St. Clair e Dal momento che sono un assassino di Arthur Williams, vicino, per stile e temi, ai migliori racconti classici di black humour.
Dispiace non poterli elencare tutti “ma a questo punto sarà bene che io faccia una bella dissolvenza, mentre voi scegliete da quale racconto incominciare a leggere. Buona notte e buona caccia“. Garantisce Mr. Hitchcock.
- Genere: Antologia; Horror; Giallo


