In Sala. Un piano perfetto
Il nuovo film di Pascal Chaumeil segue il successo de Il truffacuori senza riuscire a replicarne la riuscita ed il divertimento
Pascal Chaumeil firma la regia di Un piano perfetto, scegliendo di nuovo la commedia romantica: ne esce un film che pur conservando in parte lo stile del suo precedente lavoro Il truffacuori non riesce a conquistare del tutto, soprattutto per una debole sceneggiatura.
Isabelle Lefebvre (Diane Kruger) ha un grosso problema: è decisa a sposare quello che considera essere l’uomo della sua vita, ma una maledizione vuole che per le donne della sua famiglia l’uomo giusto non sia mai il primo. Non le resta allora che mettere in atto “un piano perfetto”: sposare il primo che capita e divorziare immediatamente. Sceglie allora un redattore di guide turistiche, Jean-Yves Berthier (Dany Boon), incontrato per caso all’aeroporto che perdutamente innamorato di lei non la mollerà facilmente, fino al punto di sconvolgere le sue intenzioni.
Chi era rimasto incantato dalla freschezza di una commedia come Il truffacuori, capace di far ricredere chi non ha un debole per le commedie romantiche, pronte non poche volte a proporre situazioni e stereotipi già visti, resterà molto deluso dalla visione di questo “piano perfetto”. Per quanto la Kruger e Boon facciano un buon lavoro caricando completamente sulle loro spalle la responsabilità di ravvivare l’azione con le gag a loro disposizione (la più riuscita è sicuramente la visita dentistica), è tutta la costruzione degli eventi che non riesce a convincere. La caratterizzazione dei personaggi appare superficiale in alcuni punti, tanto che del personaggio di Boon cogliamo l’energia e la simpatia ma molto meno il suo sostrato sentimentale se non grazie a qualche sporadica scena significativa. Inoltre sembra esservi una certa fretta nel dispiegarsi delle vicissitudini, che non permettono allo spettatore di delineare i personaggi e stabilire un legame con loro, abbandonati a seguire i sentimenti e le idee del momento. Poco liscia scorre anche la narrazione: può anche andar bene il racconto degli eventi, magari evitando frequenti interruzioni neppure funzionali al dispiegarsi della storia. E poi arriviamo al finale , la cui tanto discussa prevedibilità è tale per la mancanza di uno spessore riflessivo che giustifichi le decisioni e le improvvise consapevolezze soprattutto di Isabelle, che da potenziale eroina si trasforma in una dimenticabile bambola di cartapesta in balia dei giochi del destino.
Riesce difficile spezzare una lancia a favore del lavoro diretto da Chaumeil che conferma un suo stile registico, ma che stavolta non riesce pienamente a svilupparsi e ad essere totalmente apprezzato per la carenza di una buona storia.
Dettagli
- Titolo originale: Un plan parfait
- Regia: Pascal Chaumeil
- Fotografia: Glynn Speeckaert
- Musiche: Klaus Badelt
- Cast: Diane Kruger, Dany Boon
- Sceneggiatura: Laurent Zeitoun, Yoann Gromb


