In Sala. Thermae Romae
Due anni dopo aver mietuto successi al Far East Film Festival arriva nelle sale l’avventura di un architetto termale dell’antica Roma tra i servizi igienici del Giappone di oggi.
Siamo in un’epoca di trasformazioni, innovazioni tecnologiche dietro l’angolo ci aspettano per ribaltare il nostro stile di vita, la società abbraccia e ingloba la cultura del mondo intero per migliorare se stessa. In poche parole, siamo nell’antica Roma e stare al passo coi tempi è sempre più complesso, un serio problema per un architetto specializzato in terme come Lucius Modestus, protagonista del bizzarro Thermae Romae di Hideki Takeuchi distribuito dalla Tucker Film.
Lucius è una figura importante della caput mundi, un esperto in pieno blocco creativo con la necessità di sperimentare nuove idee per colpire il suo imperatore Adriano. Mai si sarebbe aspettato di viaggiare nel tempo dall’interno delle terme romane fino ai contemporanei bagni giapponesi dove ogni ceramica è una meraviglia divina. Gabinetti, orinatoi, vasche a idromassaggio, carta igienica, asciugamani, prodotti di un popolo alieno e superiore da “rubare” per il proprio impero.
L’idea di adattare il manga omonimo di Mari Yamazaki è stata un colpo di genio, un successo in Giappone, dove uscirà il sequel proprio quest’anno, ma anche in Italia al Far East Film Festival, con applausi e risate del pubblico che convinsero gli organizzatori ad organizzare una seconda proiezione per la gioia degli spettatori udinesi. Thermae Romae diverte con intelligenza sfruttando le più basse necessità, si divide in un primo tempo di pura assurdità esilarante ed in un secondo dove ai viaggi temporali si sostituisce un complotto romano troppo classico e poco spigliato.
La memoria resterà tuttavia legata al primo, reso prezioso da una regia che ci riporta alle divagazioni immaginifiche degli anime e dall’interpretazione magistrale di Abe Hiroshi, decorato da un’espressione seria e regale anche nelle situazioni più particolari. L’antica Roma giapponese colpisce e deve esser stato un gran divertimento anche da produrre, un’opera che forse per noi italiani assume una qualità in più proprio nel vedere l’affetto dimostrato nei confronti della nostra storia da un popolo così lontano, che pur prendendo in giro il passato, ne esalta le qualità intellettive. Il difetto è il non andare più in là: distrazione, risate e qualche applauso. Punto.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Takeuchi Hideki
- Fotografia: Kazushige Kawagoe
- Musiche: /
- Cast: Abe Hiroshi, Aya Ueto, Masachika Ichimura, Kazuki Kitamura
- Sceneggiatura: Shogo Muto


