In Sala. The Tribe
Il giovane regista ucraino Slaboshpytskiy sceglie la lingua dei segni per il suo riuscito e cruento noir.
Vincitore del Milano Film Festival 2014 e presentato al Festival del cinema di Cannes – dove lo scorso anno sconvolse la critica per poi guadagnarsi tre premi – l’ucraino The Tribe (Plemya) arriva anche presso le sale tricolori. Poco più che trentenne Myroslav Slaboshpytskiy esordisce con una pellicola convincente e capace di riflettere, ma operativamente, sul linguaggio cinematografico.
Ucraina: Sergey è un giovane sordomuto che giunge ospite presso un istituto speciale; lì sarà sottoposto a dei riti di passaggio decisi dalla banda che lo governa e che gestisce vari traffici illeciti, tra cui droga e prostituzione. Il ragazzo si innamora, ricambiato, di una componente del gruppo, la prostituta Anna, per la quale infrangerà le regole della gang…
Un film muto, senza parola, dove sono i gesti a contare. Inquadrature fisse, statiche, nemmeno un primo piano, ma distanza di sicurezza; sicurezza dalla brutalità, dallo squallore nei quali sprofondano gli eventi di una realtà cruenta, raccontata con perfezione formale. Un istituto che funziona come un microcosmo a se stante con ferree regole, dove il bullismo si traduce in mafia e sporca, imbratta di sudiciume uno dei noir più riusciti degli ultimi tempi. Come da manuale, Sergey perderà la testa per una giovane che lo indirizzerà verso la ribellione…e la ribellione costa dolore, un dolore che non poteva essere urlato, ma che si riflette in ogni movimento, sguardo, botte, sopraffazione, violazione di corpi, operazioni chirurgiche. Sullo sfondo il miraggio dell’Italia. Dalla reale impossibilità alla comunicazione nasce la decisione di non usare artifici linguistici: nessun sottotitolo, sebbene musiche e rumori giochino un ruolo primario all’interno dell’opera. Lo spettatore resta quindi sempre attivo, compenetrante nella percezione di ciò che avviene davanti ai propri occhi: deve “sentire” e non “ascoltare”. The Tribe è evidentemente consapevole della messinscena della ferocia, scorretto politicamente e forte come un pugno nello stomaco, uno di quelli che ti colpisce all’improvviso e ti fa restare senza fiato. Fino alla fine e anche dopo. The Tribe ti turba, disturba e ti corrompe, da non perdere.
Dettagli
- Titolo originale: Plemya
- Regia: Myroslav Slaboshpytskiy
- Fotografia: Valentyn Vasyanovych
- Musiche: /
- Cast: Alexander Dsiadevich, Alexander Osadchiy, Alexander Panivan, Alexander Sidelnikov, Grigoriy Fesenko, Ivan Tishko, Rosa Babiy, Yana Novikova, Yaroslav Biletskiy Fotografia: Valentyn Vasyanovych Montaggio: Valentyn Vasyanovych
- Sceneggiatura: Myroslav Slaboshpytskiy


