Cinema

In Sala. The Repairman

Cristina Lucarelli

Una scialba opera prima segna l’ingresso nel mondo del cinema del regista torinese Paolo Mitton.

 

Un regista all’esordio. Un regista alle prese con un affresco generazionale, ma anche con una commedia. Un regista che non riesce a dar aria alla propria creatura. Una critica sociale che devia verso lo stereotipato. Sono queste le indicazioni che darei a qualsivoglia frequentatore della “grande sala buia” che volesse cimentarsi alla visione di The Repairman di Paolo Mitton. L’unico elemento da considerare positivo in toto è forse l’originale campagna pubblicitaria on line che ne ha anticipato l’uscita al cinema, ossia lo slogan “ogni riparazione è una piccola rivoluzione”.

Il protagonista delle vicende è lo strampalato Scanio (Daniele Savoca), ingegnere mancato che sbarca il lunario riparando macchine per il caffè. In seguito ad un incidente gli è revocata la patente ed è così costretto a seguire un corso di recupero in un’autoscuola. Quando deve spiegare come abbia perso il documento, l’uomo si ritrova a raccontare l’ultimo anno di vita, tra delusioni, critiche e contraddizioni. Forse solo l’inglese Helena (Hanna Croft), innamorata di lui, può capirlo…

Opera prima nata con un respiro affannato per Paolo Mitton che non riesce a dar vita vera al suo “automa”; la parvenza di esistenza della pellicola si scioglie per il pubblico così come per il Nathanael di Hoffman si dissolse la consistenza di Olimpia: tra le mani resta il vuoto pneumatico di una degenerazione mentale che non porta da nessuna parte. I personaggi perdono colore tra dialoghi poco incisivi, il protagonista non riesce ad essere approfondito nella sua bislacca ingenuità, la società omologata e fine a sé stessa è un concetto abbastanza trito. Non c’è verso di contrapporre il conformismo all’anticonformismo di Scanio: il suo è un ruolo troppo debole e confinato in un plot limitato e molto italico, come conferma la sceneggiatura un po’ ridondante dello stesso Mitton e di Francesco Scarrone. Ridondante è anche la regia, con parecchie dissolvenze in nero e ripetitiva nella scelta delle inquadrature. The Repairman non riesce a spiccare il volo, specchio meta significativo del suo protagonista: stralunato, candido, ma anche imploso. Certo butta un occhio a Moretti e uno a Ferrero, il torinese Mitton, ma ancora ne ha di strada da percorrere.

 


Dettagli

  • Titolo originale: The Repairman
  • Regia: Paolo Mitton
  • Fotografia: David Rom
  • Musiche: Alan Brunetta, Ricky Mantoan
  • Cast: Daniele Savoca, Hannah Croft
  • Sceneggiatura: Paolo Mitton, Francesco Scarrone

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