In Sala. The German Doctor
Alex Brendemühl è Josef Mengele, il crudele Weiss Angel della Germania Nazista nel film della regista argentina Lucía Puenzo.
Stagione cinematografica, questa, che non lesina ritratti di criminali nazisti che, purtroppo, a loro modo hanno influenzato la “Storia”, proprio quella con la S maiuscola. Prima Hannah Arendt di Margarethe von Trotta, filosofa e scrittrice tedesca che ha vissuto sulla propria pelle le discriminazioni razziali antisemite, ed ora The German Doctor – Wakolda, opera ultima di Lucía Puenzo, che offre la sua visione del folle medico Josef Mengele.
Tratto dal romanzo Il medico tedesco. Wakolda, scritto dalla stessa regista argentina Lucía Puenzo, la pellicola narra un episodio in particolare estratto dalla vita del protagonista e accaduto all’inizio degli anni Sessanta.
Josef Mengele (Alex Brendemühl) è fuggito in Argentina, pedinato dagli uomini del Mossad. Qui si insinua all’interno di una famiglia, ne conquista la fiducia con modi affabili e disponibili, tanto da poter iniziare una serie di esperimenti sulla dodicenne Lilith (Florencia Bado), ragazzina afflitta da problemi di crescita. Tutto fino a quando non cominceranno a sorgere dei problemi…
Una commistione tra il reale e la fiction, tra lo storico e il favolistico (quello nero, quello dei fratelli Grimm tanto per intenderci), questo The German Doctor che parte con un buon ritmo destinato però a scemare sul giungere della “verità”, quando lo script perde il fascino iniziale. Ciò che di sicuro resta, invece, è un sottile senso critico della Puenzo verso il proprio Paese, al quale rimprovera atteggiamenti filo-hitleriani, soprattutto all’interno della comunità di Bariloche.
Una buona prova del cast che però non può completamente sopperire alla noia, quando questa subentra, soprattutto a causa di alcuni salti logici che non permettono un’ottima fruibilità dell’opera. Un episodio poco noto nella vita di Josef Mengele, medico e criminale nazista, tristemente noto per le barbarie di cui si è reso responsabile, raccontato però senza basi solide da cui partire.
Sullo sfondo di uno scenario incontaminato, la fiaba horror dell’artista sud americana – che ancora una volta affronta il tema della ricerca di una propria identità, anche sessuale – è sostanzialmente sufficiente, ma non brilla. Rimane però un lavoro più maturo e profondo rispetto ai precedenti e che pone interrogativi critici.
Dettagli
- Titolo originale: Wakolda
- Regia: Lucía Puenzo
- Fotografia: Nicolás Puenzo
- Musiche: Andrés Goldstein, Daniel Tarrab
- Cast: Àlex Brendemühl, Natalia Oreiro, Florencia Bado
- Sceneggiatura: Lucía Puenzo


