Cinema

In Sala. Terminator Genisys

Fausto Vernazzani

Una nuova linea temporale per un franchise rinnovato: il T-800 di James Cameron è tornato con furore per invadere gli anni Duemila.

Riesumare franchise defunti è uno sport molto in voga a Hollywood e con il Terminator del 1984 siamo già al secondo tentativo dopo il flop di Terminator Salvation, che provò a farsi forte con un caldissimo Christian Bale protagonista. Ma non c’è Terminator senza, appunto, l’unico Terminator che siamo capaci di riconoscere, il caro vecchio T-800 di Arnold Schwarzenegger creato da James Cameron oltre trent’anni fa. Così la Paramount ritorna in gioco col suo androide in Terminator Genisys, cambiando quanto più possibile le cose sfruttando i paradossi temporali alla base della saga.

Le vicende riprendono momenti prima gli avvenimenti del primo film, John Connor (Jason Clarke) sconfigge Skynet, ma l’ultima sua arma, una macchina del tempo, ha appena avviato un programma di salvataggio, spedendo un T-800 nel 1984 per uccidere Sarah Connor. John decide allora di mandare il suo uomo più fidato, il giovane Kyle Reese (Jai Courtney) per salvare sua madre, ma quanto scopre è uno scenario molto diverso. Sarah (Emilia Clarke) è stata attaccata da bambina, salvata da un T-800 (Schwarzenegger) inviato da un futuro ancora più lontano. La minaccia adesso è spostata al 2017, quando una nuova App permetterà al mondo intero di essere perennemente connesso. Quell’applicazione è l’inevitabile ascesa di Skynet.

Alan Taylor, stella brillante della televisione, regista di lunga data del capolavoro Mad Men sulla AMC, non abbandona il suo retaggio e anche se lascia libero spazio all’azione dal primo all’ultimo minuto, continua ad avere una netta preferenza per lunghi e carichi primi piani. Terminator Genisys oltre a una nuova linea temporale (molteplici in realtà) offre anche una visione nuova, introspettiva, che non mancherà di deludere i fan alla ricerca di azione pura e semplice. Il lato drammatico, preso in particolare da Terminator 2 – Il giorno del giudizio, assume un ruolo chiave, con uno Schwarzenegger a interpretare un’intelligenza artificiale ormai chiaramente capace di provare dei sentimenti, anche se quasi impossibili da esprimere come personaggio se non attraverso la macchina da presa.

La svolta può rappresentare un passaggio positivo verso un nuovo franchise – l’intenzione, si sa, è quella -, ma allo stesso tempo cova in sé grandi difetti che non ci permettono in alcun modo di paragonare Terminator Genisys al successo di Mad Max: Fury Road. La visione contemporanea di Skynet, la diffusione di una app straordinaria, è una visione troppo semplicistica e una critica superficiale alla società contemporanea, poco credibile come ritorno del villain, più un’entità esterna all’uomo ormai che un prodotto dell’arroganza umana. Riesce persino assurdo credere che da qualche parte nel mondo qualcuno affiderebbe a una App privata la gestione dei siti nucleari statunitensi, un errore che non possiamo mettere da parte.

 


Dettagli

  • Titolo originale: Terminator Genisys
  • Regia: Alan Taylor
  • Fotografia: Kramer Morgenthau
  • Musiche: Lorne Balfe
  • Cast: Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney, Jason Clarke, J.K. Simmons, Matt Smith, Lee Byung-hun, Michael Gladis, Dayo Okeniyi
  • Sceneggiatura: Laeta Kalogridis, Patrick Lussier

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