Cinema

In Sala. Tango Libre

Pasquale Parisi

Il tango come mezzo di evasione da spazi chiusi e luoghi aperti è il nucleo del film di Frédéric Fonteyne.

Jean Christophe (François Damiens), J.C. per i pochi amici, è una persona regolare a dir poco. Robusto, stempiato, insicuro, lavora come guardia carceraria e vive insieme al suo pesce rosso in un piccolo appartamento dalle pareti ricoperte di carta da parati orrida. L’unica nota di colore della sua vita è il corso di tango che segue nel tempo libero.

È qui che incontra Alice (Anne Paulicevich), una donna per tanti aspetti agli antipodi rispetto al protagonista: basti pensare che, quando si reca in carcere negli orari di visita non è a un uomo che rivolge le proprie attenzioni, bensì a due, Fernand e Dominic, marito e “compagno speciale” che sembrano godere esattamente dello stesso affetto e non dare peso alcuno a questa situazione.

Fatto sta che, ovviamente, il triangolo diventa un quadrato con l’arrivo del protagonista, e angoli e lati della vicenda vanno aumentando con la presenza di Antonio, figlio quindicenne di Alice in piena crisi adolescenziale che finisce a incrociare la pistola con la quale Dominic e Fernand avevano ammazzato, anni prima, un poliziotto, meritando la lunga pena che stanno scontando.

Tango Libre, tuttavia, non è un film sull’incontro di caratteri opposti, né su punizione e redenzione. A dire il vero, è difficile dire quale sia la tematica esatta, di fuori del nodo rappresentato dal tango stesso: al sapere dell’incontro tra la donna e la guardia, infatti, Fernand si decide a chiedere lezioni di danza ai detenuti argentini della struttura che, dopo le prime, prevedibili rimostranze, si trasforma nelle pause in una piccola scuola di ballo che va a rispecchiare quella che Alice e JC frequentano nel mondo esterno.

Il tango è il mezzo per Jean Cristophe di evadere dalla propria regolarità, e per i due detenuti quello di scappare, almeno metaforicamente, dalla condizione carceraria. Una vicenda, insomma, che sulla carta non sembra densa di possibili sviluppi, e infatti non lo è: la regia di Frédéric Fonteyne, però, misurata, con qualche tocco estroso ben piazzato, riesce a mantenere interessanti i vari frangenti (soprattutto le non facili parti coreografate), mentre gli svariati personaggi finiscono ognuno per divorare tempo di proiezione al punto da negare a tutti qualunque genere di sviluppo piscologico (a voler escludere quello, perfino troppo sempliciotto, che pone le basi per le azioni finali del protagonista). Questo Tango Libre, insomma, sa come rendere piacevole la propria sostanza: peccato che non ne abbia poi tanta.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Frédéric Fonteyne
  • Fotografia: Virginie Saint-Martin
  • Musiche: Marc Bastien
  • Cast: François Damiens, Sergi López i Ayats, Jan Hammenecker, Anne Paulicevich, Zacharie Chasseriaud Sceneggiatura: Philippe Blasband, Anne Paulicevich
  • Sceneggiatura: Philippe Blasband, Anne Paulicevich

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