In Sala. Pompeii
L’eruzione vulcanida del 79 DC sullo sfondo d’una tragedia romantica firmata dall’inglese Paul W.S. Anderson.
L’eruzione del Vesuvio del 79 DC che distrusse la città di Pompei ha da sempre stuzzicato la fantasia dei registi, come dimostrano la serie di film dal titolo Gli ultimi giorni di Pompei (in particolare quelli del 1935 e del 1959) e il recente documentario realizzato dal British Museum Life and death in Pompeii and Herculaneum in occasione della omonima mostra nel museo londinese.
Pellicole che hanno confermato come un evento storico di tale portata possa essere rappresentato in due maniere completamente opposte: uno di carattere scientifico e aderente alla realtà, l’altro più romanzato e infarcito di elementi sentimentali. È proprio questa seconda strada ad essere privilegiata da Paul W.S. Anderson che nel suo nuovo lavoro, Pompeii, cerca di abbinare, con risultati non entusiasmanti, le dinamiche del disaster movie ad una storia basata su amore, politica e onore.
Milo (Kit Harington) è un giovane gladiatore celta al quale da piccolo furono uccisi i genitori per mano del senatore Quinto Attilio Corvo (Kiefer Sutherland). Alcuni anni dopo quest’ultimo giunge a Pompei per stringere accordi economici con il signore della città, Marco Cassio Severo, il quale in cambio gli offre la mano di sua figlia Cassia (Emily Browning). Il loro piano, però, viene messo in pericolo dall’amore a prima vista che nasce fra il giovane gladiatore e la fanciulla che porterà Milo a scontarsi con il temibile senatore. Il tutto con un vulcano pronto a mostrare la sua forza distruttiva.
L’idea di inserire una vicenda di intrighi e triangoli amorosi, formula ampiamente collaudata negli anni (il Titanic di James Cameron ne è l’esempio più famoso), rimane solo nelle intenzioni del regista inglese. L’intreccio, infatti, non riesce quasi mai a prendere la piega ed il ritmo giusti in grado di appassionare lo spettatore, a causa di una scarso approfondimento delle psicologie di personaggi che risultano, così, piatti e poco emozionanti. Punto debole al quale contribuisce in maniera determinante un cast non del tutto all’altezza della situazione, eccezion fatta per un Sutherland molto bravo nel conferire al senatore la misurata dose di cinismo per ergersi a perfetto antagonista. Note negative solo in parte riscattate dalle spettacolari sequenze dell’eruzione vulcanica e dalle scene dei combattimenti, debitrici all’ormai celebre Il Gladiatore e alla serie tv Spartacus, nelle quali Harington riesce quantomeno a far valere la sua fisicità. Da sottolineare, in conclusione, la poco piacevole traduzione nella versione italiana del famoso incipit dei gladiatori, “Morituri te salutant”.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Paul W. S. Anderson
- Fotografia: Glen MacPherson
- Musiche: Clinton Shorter
- Cast: Kit Harrington, Emily Browning, Kiefer Sutherland, Jared Harris, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Carrie-Ann Moss
- Sceneggiatura: Janet Scott Batchler, Lee Batchler, Michael Robert Johnson


