In Sala. Più buio di mezzanotte
Dalla Semaine de la Critique alle sale italiane, il film d’esordio di Sebastiano Riso ispirato alla drag queen Fuxia colpisce ma non centra il bersaglio.
Il primo lungometraggio del regista catanese Sebastiano Riso adesso in concorso nella corrente edizione della Semaine de la Critique al Festival di Cannes, Più Buio di Mezzanotte è nelle sale italiane. Ispirato alla storia della drag queen siciliana Fuxia, la pellicola si muove in disequilibrio tra la storia di un adolescente alla ricerca del suo posto nel mondo e la visione di un mondo underground.
Davide (Davide Capone) ha quattordici anni e una realtà pesante da nascondere. Il ragazzo sa perfettamente di essere omosessuale, una natura che non può manifestare soprattutto in casa dinanzi ad un padre a cui non va proprio giù avere un figlio “diverso” dai movimenti e tratti troppo femminili. Si sente così estraneo e scomodo nella sua famiglia, dove solo la madre cieca (Micaela Ramazzotti) gli dedica tenerezza e attenzione, ma è incapace di prendere una posizione, succube di un marito duro e distante. Davide allora decide di scappare, per andare incontro ad un nuovo mondo fatto anche di prostituzione.
Leggendo le note di regia, Riso sembra partire pieno di buone intenzioni, suggestioni e idee di un cinema molto alto (Truffaut, Godard, Rossellini per citarne qualcuno), che incuriosiscono e invitano a scoprire la sua idea di cinema sul grande schermo. Peccato che i modelli a cui fa cenno si stenta a riconoscerli. Ci si ritrova davanti ad una pellicola che si sforza di essere poetica e originale, ma vi riesce solo in alcune scene, una su tutte quella in cui Davide a bordo dell’autobus si racconta alla madre senza che lo spettatore possa ascoltare le sue parole.
Scopo di Riso è quello di parlare di un percorso di formazione incentrato sulla ricerca dell’identità e la consapevolezza della diversità e per farlo si avvale dello sguardo introspettivo, timido e silenzioso di Cordova che, insieme alla Ramazzotti, riesce ad offrire un’interpretazione forte e convincente. Intorno a questa esigenza c’è anche quella di raccontare un lato più nascosto e underground di Catania, quello del parco di Villa Bellini: uno sfondo alla storia che diventa troppo ostentatamente oggetto del film, presentato senza uno sguardo neppure troppo nuovo.
Ci si sofferma così anche sul gruppo di ragazzi che accoglierà Davide nella sua nuova famiglia, ma su di loro si lancia uno sguardo disinteressato che li priva di un’identità chiara. E questo accade su quasi tutti i personaggi di contorno, come l’uomo di bianco vestito di Pippo Delbono, figura evanescente. Diversi obiettivi mancati fanno di Più buio di mezzanotte una pellicola che non riesce fino in fondo a lasciare un segno, incapace di comunicare allo spettatore quale sia il suo senso più profondo e intimo.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Sebastiano Riso
- Fotografia: Piero Basso
- Musiche: Michele Braga
- Cast: Davide Capone, Vincenzo Amato, Micaela Ramazzotti, Pippo Delbono
- Sceneggiatura: Sebastiano Riso, Stefano Grasso, Andrea Cedrola


