Cinema

In Sala. Piccola Patria

Cristina Lucarelli

Una nuova storia di passaggio da documentarista ad autore d’opere di finzione, Alessandro Rossetto firma un’opera prima sulla violenza in una fredda terra italica.

Dopo anni di attività documentaristica, Alessandro Rossetto approda alla finzione e lo fa firmando una storia a tinte noir ambientata nel Nord-Est, senza specificarne il paese: Piccola Patria – presentato alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti e in prima internazionale al Festival di Rotterdam 2014 – che però altro non è che il ritratto impietoso non di una porzione di terra italiana, bensì della penisola intera.

Siamo in Veneto e qui regnano l’omofobia, la xenofobia, l’odio e l’assenza di speranza. E in questo posto troviamo due fanciulle, la più estroversa Luisa (Maria Roveran) e la più arrabbiata Renata (Roberta Da Soller). Le due ragazze vorrebbero andar via da quel luogo, ma sono invischiate, legate a doppia catena, ad una realtà di amori, ricatti, violenza e tradimenti. Un posto speciale, in tali vicende, è occupato da Bilal (Vladimir Doda), il fidanzato albanese di Luisa, fulcro speciale di una “vendetta”…

Il primo lungometraggio di finzione di Rossetto è una storia cupa, fosca, con un incipit dal taglio documentaristico e un approccio osservazionale riconoscibile per tutta la durata della pellicola. Piccola Patria è un film da cui emerge il degrado di una nazione, non solo di quella parte scenografica che ne costituisce l’ambientazione materiale. Ma non solo: viene a galla anche un racconto conflittuale, lo scontro tra la rassegnazione e il desiderio di agire di una delle protagoniste, tra l’apatia di una generazione e l’ambizione all’apertura di un’altra. In un contesto prettamente estivo e soffocante scorre sinistro il plot che, purtroppo, allunga un po’ troppo il passo rischiando di annoiare, ma Piccola Patria resta una prima opera di finzione assai rigorosa, sebbene poggiata su una sceneggiatura scarna, che non avrebbe dovuto dilungarsi tanto; un’opera essenziale è forse il termine più appropriato. Lungi da frivolezze inadeguate per lo stile un po’ indie di Rossetto, lo stesso regista può vantare un’ottima direzione degli attori, in primis di Maria Roveran, anche cantante e autrice di alcuni brani della colonna sonora – a cura della stessa Roveran, di Paolo Segat e Alessandro Cellai – meritevole di menzione a parte.

Tra pregi e difetti di un primo lavoro nel mondo targato “fiction”, il regista padovano firma un esordio degno di rispetto e in concorso nel New Talent Gran Prix del Copenaghen International Film Festival 2014. 


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Alessandro Rossetto
  • Fotografia: Daniel Mazza
  • Musiche: Paolo Segat, Alessandra Cellai, Maria Roveran
  • Cast: Maria Roveran, Vladimir Doda, Roberta De Soller, Lucia Mascino, Mirko Artuso
  • Sceneggiatura: Alessandro Rossetto, Caterina Serra, Maurizio Braucci

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