Cinema

In Sala. Ouija

Vincenzo De Divitiis

La Blumhouse inaugura il 2015 con l’esordiente Stiles White alla regia di un film molto scarso in qualità e originalità.

 

Anno nuovo abitudini vecchie, e così la stagione del cinema horror non poteva non inaugurarsi con un film targato Blumhouse, la casa di produzione che ormai da un decennio la fa da padrona per quanto riguarda le uscite nelle sale italiane con alcuni dei titoli più famosi per i fan del genere, tra cui la saga di Paranormal ActivityInsidious. Ad aprire il 2015 ci pensa Ouija di Stiles White, al suo esordio assoluto alla regia dopo una lunga e importante carriera come autore di effetti speciali e sceneggiatore per molte importanti produzioni degli ultimi vent’anni. Un’inesperienza pagata a caro prezzo e venuta fuori con tutti i suoi limiti in questa pellicola scialba, inconsistente sia nell’idea, poco originale e fin troppo inflazionata, che nella realizzazione ed incapace di suscitare la giusta dose di inquietudine che una ghost story dovrebbe trasmettere allo spettatore.

Debbie e Laine sono due bambine che una sera per gioco utilizzano una tavola ouija per invocare gli spiriti. Alcuni anni dopo, Debbie (Shelley Hennig), preoccupata e impaurita, dà fuoco alla tavola ma poco dopo si suicida in circostanze misteriose. La strana dinamica insospettisce l’amica Laine (Olivia Cooke) che decide così, insieme ad altri amici, di mettersi in contatto con la defunta tramite la famigerata tavoletta per scoprire la verità. Ma non tutto va secondo programma e lo spirito invocato non è quello della giovane, ma di una creatura malvagia.

White pesca a piene mani da un argomento radicato soprattutto nel filone del gotico, quelle delle sedute spiritiche e il contatto con i morti, ma senza riuscire a imprimere verve alla storia ed evidenziare una regia che appare fredda ed impersonale. L’intreccio messo in piedi risulta piuttosto banale, pieno di ingenuità e così prevedibile che anche lo spettatore più a digiuno di cinema horror riesce a prevedere il corso degli eventi senza alcun problema e nessun tipo di sorpresa. Tutto scorre in modo lineare in totale assenza di colpi di scena, capovolgimenti di fronte e non si respira mai un clima di genuina tensione per via di una serie infinita di difetti che vanno da un cattivo sfruttamento degli spazi della casa di Debbie, resa poco inquietante da una fotografia troppo cupa in alcuni punti che non permette di seguire cosa accade attorno ai protagonisti, fino al make up degli spettri poco curato e mal riuscito. Altro aspetto che non convince, infine, è la caratterizzazione di personaggi i quali sono poco tratteggiati ed interpretati non nel migliore dei modi da un cast non all’altezza con attori mal calati nelle loro parti e nello spirito del film.


Dettagli

  • Titolo originale: Ouija
  • Regia: Stiles White
  • Fotografia: David Emmerichs
  • Musiche: Anton Sanko
  • Cast: Olivia Cooke, Ana Coto, Daren Kagasoff, Bianca A. Santos, Douglas Smith, Shelley Henig,
  • Sceneggiatura: Juliet Snowden, Stiles White

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