In Sala. Onirica
Dopo I colori della passione il regista polacco Lech Majewski continua a sfruttare la macchina da presa per raccontare il proprio immaginario artistico con eccessiva autoreferenzialità.
Dopo I colori della passione il regista polacco Lech Majewski torna dietro la macchina da presa con Onirica – Field of dogs, stavolta per proporre un’esplorazione dantesca e intima della vita di un uomo, un viaggio sì all’interno dell’animo di un singolo ma anche un’osservazione meticolosa dell’attualità in cui si trova immerso un Paese.
Adam è miracolosamente sopravvissuto ad un incidente d’auto in cui hanno perso la vita la sua amata, Basia, e il suo migliore amico, Kamil. L’uomo decide così di abbandonare la carriera universitaria – è infatti un docente di lettere – ma dovrà fare i conti con la sua ossessione/perversione per la Divina Commedia. Il protagonista soffre infatti di una forma di narcolessia e nel sonno vive un’esistenza parallela, popolata da strane visioni. Solo in questa dimensione onirica riesce ad avere consolazione e conforto per la calamità che gli ha cambiato la vita. Le visioni di Adam e le immagine dantesche si intrecceranno, però, con le catastrofi che attanaglieranno la Polonia…
Prima Il giardino delle delizie (2004), ispirato all’omonimo quadro di Bosch, poi I colori della passione (2011), con il riferimento all’opera pittorica di Pieter Bruegel il Vecchio La salita al calvario, ed infine Onirica – Field of Dogs, con cui Lech Majewski chiude il suo trittico sull’arte affrontando La Divina Commedia e interrogandosi sul senso della vita e della morte, attraverso il viaggio condotto sui binari della spiritualità. Dialoghi scarni e azioni che si cristallizzano in una dimensione a metà tra il sogno e la realtà, una regia più asciutta rispetto ai precedenti lavori caratterizzano l’ultima fatica di Majewski. Siamo di fronte ad una pellicola carica di simbolismi, ermetica e non facilmente assimilabile, un lungometraggio che esige un rigoroso processo di comprensione e che tradisce una certa ambizione, quasi al limite della presunzione.
Un lavoro decisamente personale, questo Onirica, un’esposizione del talento dell’artista polacco che però si chiude troppo all’interno di un immaginario autoreferenziale, lasciando il pubblico incapace di fruire di una serie di indizi culturali, letterari e religiosi determinanti per la poetica dell’autore. Se l’estetica di questo lungometraggio è assolutamente ammaliante, il connubio tra il metaforico e il pragmatico non sarà per tutti, ma ciò che resta è un lavoro decisamente affascinante ed inquietante.
Dettagli
- Titolo originale: Field of Dogs
- Regia: Lech Majewski
- Fotografia: Lech Majewski, Pawel Tybora
- Musiche: Lech Majewski, Józef Skrzek
- Cast: Michal Tatarek, Elzbieta Okupska, Jacenty Jedrusik, Szymon Budzyk, Jan Wartak
- Sceneggiatura: Lech Majewski


