Cinema

In Sala. L’estate sta finendo

Marina Niceforo

Una spensierata vacanza al mare tra un gruppo di universitari diventa momento di incertezza e di autoanalisi nel noir di Stefano Tummolini.

L’estate, si sa, non è certo la migliore stagione per il cinema. Poche le produzioni di rilievo che arrivano nelle sale italiane, pochi gli spettatori, pochi i successi. Il fatto è che per certo cinema italiano la stagione migliore non c’è mai, quando mancano grandi nomi o grandi talenti a provare a competere con una produzione straniera generalmente più energica di quella locale; perché c’è da scoraggiarsi quando il panorama emergente offre per lo più commedie o drammi di stampo televisivo, attori dalle personalità esili, e autori legati a uno stile narrativo convenzionale in maniera quasi imbarazzante.

Dispiace dirlo, ma L’estate sta finendo riassume in pieno queste sensazioni, rivelandosi del tutto deludente o mal riuscito rispetto alla curiosità suscitata dalla trama, che pure traduceva in aspettative quel sapore decadente suggerito dal titolo. La storia è quella di un mal assortito gruppo di amici e conoscenti che si reca alla casa al mare di Domenico (Andrea Miglio Risi) per passare qualche giorno di relax prima del ritorno alla vita da universitari figli di papà; quella che si configura inizialmente come una romantica parentesi per le coppie già formate e quelle in via di formazione si trasforma in ben altra cosa quando le diversità (stereotipate) tra i vari elementi – tra cui Guido, lo strambo cugino di Domenico – prendono il sopravvento, ma soprattutto in seguito ad un evento inaspettato.

Stefano Tummolini (Un altro pianeta) aspira a fare un buon noir da una buona materia di partenza: analizzando, cioè, le reazioni ad un serio problema di un gruppo di personaggi frivoli, vuoti, che si trovano nello stesso ambiente senza possibilità di potersi separare. E se la direzione che il gruppo segue – quella di ignorare l’elefante nella stanza e di prendere alla leggera una situazione che pure richiederebbe la massima maturità di giudizio – rappresenta bene simbolicamente tutta una vita “facile” e spensierata, di tanta gioventù italiana, d’altro canto i tempi lenti e dilatati non riescono a creare quella tensione che il genere richiede, né tantomeno lo fanno i dialoghi incentrati sul sesso, volutamente a contrasto con la drammaticità dell’argomento centrale. 

La sceneggiatura firmata da Michele Alberico, Mattia Betti e dallo stesso Tummolini rivela la stessa incertezza dei personaggi che pure vorrebbe osservare con occhio esterno, distante (un po’ come l’Antonello Fassari giardiniere cupo del film), e di quella estate in declino restano soltanto la fotografia affatto solare di Raoul Torresi, i turbamenti della promettente Nina Torresi nei panni di Flavia, e la costante introspezione malinconica di Domenico, unico vero personaggio riuscito e ben interpretato da Andrea Miglio Risi.


Dettagli

  • Titolo originale: Id.
  • Regia: Stefano Tummolini
  • Fotografia: Raoul Torresi
  • Musiche: Teho Teardo
  • Cast: Andrea Miglio Risi, Marco Rossetti, Giuseppe Tantillo, Nina Torresi, Nathalie Rapti Gomez, Fabio Ghidoni, Ilaria Giachi, Lucia Mascino, Antonio Merone, Antonello Fassari
  • Sceneggiatura: Michele Alberico, Mattia Betti, Stefano Tummolini

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