Cinema

In Sala. La stirpe del male

Vincenzo De Divitiis

L’eco di Paranormal Activity continua a farsi sentire nel filone esorcistico del cinema horror, con una nuova (noiosa) gravidanza da temere.

L’ultimo decennio ha visto una prepotente crescita del filone del found footage. Il via lo ha dato la figura di Oren Peli, creatore della fortunata saga di Paranormal Activity e produttore di una serie di pellicole che con questa tecnica hanno esplorato i diversi sottogeneri dell’horror, come accaduto ad esempio di recente a quello esorcistico, basti pensare a L’ultimo esorcismo L’altra faccia del diavolo.

I due registi Matt Bettinelli-Olpin Tyler Gillett,messisi in evidenza nel film collettivo V/H/S, decidono di ampliare il raggio d’azione e di trattare il filone delle gravidanze demoniache con il loro film d’esordio La stirpe del male, un’opera scialba che non apporta alcuna novità rispetto a quanto visto negli ultimi anni e che con ogni probabilità verrà ricordata solo per l’esilarante candid camera con cui è stata pubblicizzata nei mesi scorsi negli Stati Uniti.

Zach (Zach Gilford) e Samantha (Allison Miller), dopo essere convolati a nozze, si recano a Santo Domingo per trascorrere la luna di miele. Il soggiorno procede in maniera serena tra spiagge e Sole fino a quando un tassista li conduce ad una festa a base di alcol e musica di cui i due non hanno alcun ricordo. Al ritorno a casa la donna scopre di essere  incinta nonostante avesse preso regolarmente la pillola. Di qui inizia una gravidanza tormentata da problemi fisici e da un cambiamento del suo carattere causato da forze sovrannaturali.

Nonostante il tentativo di raccontare un argomento nuovo per il mockumentary, il film incappa in quello che da sempre rappresenta il difetto principale di tale genere, ovvero la tendenza a dilungarsi troppo su sequenze di vita quotidiana del tutto ininfluenti ai fini dello sviluppo narrativo. Lungaggini che contribuiscono a rendere faticosa la visione per lo spettatore e non permettono ad un intreccio infarcito di elementi triti e ritriti di svilupparsi in maniera fluida ed accattivante.

Si spiega così la totale mancanza di tensione e suspense che i due autori cercano di inserire in modo raffazzonato in un’ultima mezzora concitata con la telecamera a mano che dovrebbe garantire una totale immedesimazione dello spettatore con il protagonista, ma che in realtà genera solo confusione e facili spaventi e ben poco altro. Le uniche cose da salvare sono l’ottima interpretazione di una Allison Miller molto convincente nel trasmettere il cambiamento psicologico del suo personaggio e la cura nella realizzazione di effetti visivi realistici ed inseriti nei momenti e con le dosi giuste.


Dettagli

  • Titolo originale: Devil's Due
  • Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
  • Fotografia: Justin Martinez
  • Musiche: /
  • Cast: Allison Miller, Zach Gilford, Sam Anderson
  • Sceneggiatura: Lindsay Devlin

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