In Sala. Il congresso
Stanisław Lem torna ad ispirare il cinema con Il congresso di futurologia adattato a meà tra animazione e live action dall’israeliano Ari Folman.
L’animazione al cinema ha subito una scossa da quando Israele ha dato occasione alla comunità internazionale di riflettere ulteriormente su questa tecnica con l’uscita dello splendido e onirico docu-drama di Ari Folman, Valzer con Bashir. Quale sarebbe stato il passo successivo di questo promettente regista nessuno poteva immaginarlo, la fantascienza sembrava essere in fondo al barile delle speculazioni, eppure proprio lei l’ha spuntata con Il congresso.
Libero adattamento del romanzo Il congresso di futurologia dello scrittore polacco Stanisław Lem – lo stesso autore del Solaris da cui Andreij Tarkovskij trasse il suo capolavoro -, l’opera prende a piene mani dalla vita (quasi) vera dell’attrice Robin Wright, in un punto morto della sua carriera. Madre single, con due figli a carico e sopra i quarant’anni, non più giovane e bella come ai tempi di Forrest Gump e dunque ora facile preda per produttori spietati.
Non è il futuro, o almeno non come lo intendiamo noi, è una grande depressione, non economica, ma spirituale, dove uomini d’affari come il presidente della Miramount (un misto di Miramax e Paramount) Jeff/Danny Huston non vedono altro che occasioni di guadagno sfruttando un popolo sempre più disconnesso dalla realtà. Ma questo mondo immaginato da Folman (e Lem in originale, anche se diversamente) non avanza con chip e tecnologie hardware.
Il digitale ridarà linfa vitale alla carriera di Robin, eternamente giovane e protagonista per oltre vent’anni di film di serie B, tutti realizzati dagli specialisti del CGI davanti ai computer, mentre la chimica offrirà al popolo mondiale una nuova sostanza grazie a cui tutti vivranno in un sogno animato. Il congresso è quindi suddiviso in due parti, animazione e live action in due ore troppo lunghe, anche con la bella colonna sonora di Max Richter, per spiegare il deragliamento di una società troppo impegnata a distrarsi.
Folman riprende la cifra stilistica del film che lo ha reso famoso e pur avendo sotto mano una storia vincente, non riesce a trasformarla in qualcosa di interessante, la regia piatta, in particolare nei lunghi tempi della parte iniziale, trasmette in maniera fin troppo efficace la pesantezza della vita in questi anni di tramonti senza fine. Il congresso non è dunque valso la lunga attesa dal giorno della sua presentazione al Festival di Cannes del 2013, solo i colori saranno degni d’esser ricordati.
Dettagli
- Titolo originale: The Congress
- Regia: Ari Folman
- Fotografia: Michael Englert
- Musiche: Max Richter
- Cast: Robin Wright, Harvey Keitel, Paul Giamatti, Danny Huston, Jon Hamm, Kodi Smith-McPhee, Sami Gayle
- Sceneggiatura: Ari Folman


