Cinema

In Sala. Hercules – Il Guerriero

Vincenzo De Divitiis

Le dodici fatiche di Ercole come operazione di marketing per un Hercules mercenario nella nuova visione cinematografica dell’eroe greco diretta da Brett Ratner.

Nel corso degli ultimi anni la scena hollywoodiana ha visto una prepotente riscoperta di un genere vecchio quanto il cinema ovvero il peplum, basti pensare a titoli recenti come Pompei di Paul W.S. Anderson e 300 – L’alba di un impero di Noam Murro. Una tendenza favorita anche dalla possibilità che tale genere offre ai registi di sperimentare e fondere atmosfere diverse fra loro, dal film in costume agli action movie passando per il fantasy e l’horror, come accaduto anche in Italia a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta grazie a figure come Mario Bava, Riccardo Freda e tanti altri. Questa volta è il turno dello statunitense Brett Ratner che con il suo Hercules – Il Guerriero offre una versione originale dell’eroe mitologico più spettacolare e trasposto sul grande schermo.

Hercules (Dwayne Johnson), figlio di Zeus e di una mortale, è inviso alla dea Era e per guadagnarsi il diritto a vivere ha dovuto uccidere mostri e superare ostacoli di ogni tipo nelle famose dodici fatiche. Un’impresa che lo ha reso il guerriero più acclamato e valoroso di Grecia e, proprio per questo motivo, un mercenario molto richiesto, insieme ai suoi compagni di lotta, dai sovrani più potenti. La chiamata più importante arriva dal re Cotys (John Hurt) che vuole scacciare gli invasori dalla Tracia. Ma non tutto è come sembra e gli equilibri sono destinati a cambiare ben presto.

Quello proposto da Ratner è un Hercules diverso da quello che lo spettatore ha imparato a conoscere nei tanti film a lui dedicati. Basandosi sulla graphic novel di Steve Moore Hercules: La guerra dei Traci, infatti, il personaggio mitologico appare poco aderente all’ideale greco di eroe bello e buono (καλὸς καὶ ἀγαθός, kalos kai agathos per dirla alla maniera degli antichi) ed il suo lato da semidio viene messo in secondo piano a favore di quello più umano pieno di paure e debolezze.

Il protagonista ha un passato misterioso alle spalle con una famiglia uccisa in circostanze ancora da chiarire, soprattutto non combatte per puri e semplici ideali, bensì si vende al primo re di turno che gli promette lauta ricompensa in cambio dei servizi suoi e della squadra che lo aiuta non solo sul campo di battaglia ma anche sotto il profilo dell’immagine enfatizzando il mito delle dodici fatiche allo scopo di accrescere la propria fama.

A questa buona idea di fondo, però, fa da contraltare una quasi inesistente caratterizzazione dei personaggi anche a causa di un cast non all’altezza della situazione nel quale spicca un Johnson monoespressivo ma sempre più a suo agio in scene d’azione ben realizzate anche se fin troppo stereotipate ai canoni di opere recenti tra cui il succitato 300 – L’alba di un impero. L’unico a meritare una sufficienza piena è il monumentale Hurt, molto bravo a dare peso ad un personaggio ambiguo e dai due volti.


Dettagli

  • Titolo originale: Hercules
  • Regia: Brett Ratner
  • Fotografia: Dante Spinotti
  • Musiche: Fernando Velázquez
  • Cast: Dwayne Johnson, Ian McShane, John Hurt, Rufus Sewell, Aksel Hennie, Joseph Fiennes, Peter Mullan, Joe Anderson
  • Sceneggiatura: Ryan Condal, Evan Spiliotopoulos

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