Cinema

In Sala. Father and Son

Cristina Lucarelli

La paternità biologica a confronto con la paternità nata dagli affetti al centro del nuovo dramma familiare di Hirokazu Kore-eda.

Commedia e melodramma, una connivenza che Hirokazu Kore-eda porta sul grande schermo in maniera limpida e reale, con il suo Father and Son (Soshite Chichi Ni Naru), titolo che annuncia già il tema portante dell’opera. E’ questa la materia prima che il regista giapponese piega la suo volere, plasmando così una pellicola dai toni misurati, ma che affronta problemi importanti, come quello della paternità, della famiglia, del tempo che scorre inesorabile.

Ryota Nonomiya è un uomo ambizioso e benestante, che spende tutte le proprie energie alla continua ricerca del successo professionale. Qualcosa però in agguato, qualcosa destinato ad infrangere la routine oramai consolidata: l’uomo scopre improvvisamente che suo figlio biologico, così diverso nei modi e nel carattere da egli stesso, è stato scambiato alla nascita con un altro neonato. Un dramma, quindi, che non coinvolgerà e sconvolgerà solo Ryota ma anche una seconda famiglia…

Film in concorso alla 66esima edizione del Festival di Cannes, Father and Son mostra il tormento, la delusione e il dubbio di un padre che non sa più come essere ancora “padre” e di chi esserlo. E’ il DNA ciò che ci lega ad un altro essere umano? O sono le emozioni, gli affetti coltivati negli anni? Seguire un valore puramente biologico o l’astrazione del sentimento? Quante riflessioni si pone il protagonista del lungometraggio, in un percorso quasi individuale dove la famiglia rappresenta una sorta di corollario di un teorema antecedente. Un tumulto interiore quello che affligge Nonomiya, ma che l’uomo affronta con la solita moderazione perché, in maniera del tutto equa, si piange e si ride allo stesso modo, si racconta una storia ed il suo contrario. Se una prima parte può lasciare più sgomenti, la seconda ristabilisce un equilibrio che deve necessariamente superare le premesse.

L’interpretazione del cast è all’altezza della rappresentazione scenica, che non vola mai in sbavature inutili. Una regia di chiosa e una sceneggiatura molto lineare sicuramente rendono il film, il nono di finzione nella carriera del cineasta asiatico, di facile lettura anche per un pubblico più ampio. Quindi, se la materia da gestire è incandescente – come le stesse dinamiche familiari che tanto interessano a Hirokazu Kore-eda – la riuscita è pacata: un plot raccontato con garbo, ma anche con afflato sincero. 


Dettagli

  • Titolo originale: Soshite chichi ni naru
  • Regia: Hirokazu Kore-eda
  • Fotografia: Mikiya Takimoto
  • Musiche: Takeshi Matsubara, Junichi Matsumoto, Takashi Mori
  • Cast: Masaharu Fukuyama, Machiko Ono, Yoko Maki, Riri Funaki
  • Sceneggiatura: Hirokazu Kore-eda

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