In Sala. Divergent
Un young adult per Neil Burger, la fantascienza per ragazzi al cinema si arricchisce con l’adattamento dei bestseller di Veronica Roth.
Negli ultimi anni il cinema ha attinto, per fini commerciali, sempre più a piene mani dai bestseller di fantascienza per ragazzi, i cui fenomeni di maggior spicco sono senza dubbio la saga Twilight di Stephenie Meyer e quella di Hunger Games di Suzanne Collins. Una strada sicura e redditizia nella quale ha deciso di imbattersi il regista statunitense Neil Burger che con il suo nuovo Divergent, tratto dall’omonima trilogia letteraria della scrittrice Veronica Roth, decide di cimentarsi nel genere fantascientifico con una pellicola non del tutto riuscita e che solo a tratti riesce a coinvolgere lo spettatore nello spirito allegorico della storia.
In un futuro devastato da una tremenda guerra il mondo viene diviso in cinque fazioni nelle quali gli individui vengono indirizzati a seconda delle proprie attitudini e volontà: candidi, pacifici, eruditi, intrepidi e abnegati. Proprio a quest’ultima categoria appartiene Beatrice (Shailene Woodley) che quando si sottopone ai test attitudinali scopre di essere una divergente, ovvero incompatibile con nessuna delle fazioni esistenti. La giovane nasconde il risultato del test e decide di arruolarsi tra gli intrepidi dove incontra il gentile e affascinante istruttore Four (Theo James) con il quale si ritrova coinvolta in una lotta di potere tra abnegati ed eruditi.
Burger tenta di portare sullo schermo una critica ad una società divisa in classi sociali e piena di pregiudizi, idea da sempre cara al cinema di fantascienza, e lo fa attraverso una lodevole ricostruzione di un ambiente apocalittico e gli aspri rapporti tra gli appartenenti alle diverse fazioni. Beatrice (buona la prova della Woodley) diviene così un’autentica paladina pronta a ribellarsi a tutti i costi ad un destino che per lei sembra segnato e, soprattutto, all’intero mondo politico rappresentato dalla figura despotica di Jeanine, interpretata da una Kate Winslet molto abile a conferire al suo personaggio un alone di mistero e ambiguità.
Peccato che questi elementi positivi vadano ad inserirsi all’interno di un intreccio che in troppi punti risente delle atmosfere di Hunger Games con la serie di prove iniziale e l’immancabile e telefonata storia d’amore tra la protagonista e Four, la cui figura risulta fin troppo ancorata a quella del belloccio di turno senza grande spessore caratteriale. Contaminazioni che danno vita a lunghi momenti di stanca, solo in parte riscattati da una seconda metà ricca di azione e capovolgimenti di fronte.
Dettagli
- Titolo originale: Id.
- Regia: Neil Burger
- Fotografia: Alwin H. Küchler
- Musiche: Junkie XL
- Cast: Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Jai Courtney, Ray Stevenson, Kate Winslet, Miles Teller, Maggie Q
- Sceneggiatura: Evan Daugherty, Vanessa Taylor


